È stato fermato è arrestato dalla GdF di Bari, perché ritenuto colpevole dei reati di associazione con finalità di terrorismo internazionale (art. 270 c.p.) e istigazione al martirio e all’omicidio (302 c.p.). Le indagini degli inquirenti fanno supporre che abbia preso parte all’azione del commando che ha assaltato, in una notte di dicembre del 2014, la “Casa della stampa” e di una scuola di Grozy in Cecenia. Ci sono prove concrete che Eli Bombataliev, 38enne ceceno, sia un pericoloso militante dell’Isis in Siria e un addestratore impegnato nella preparazione di nuove reclute da impiegare come terroristi.

Rintracciati ed espulsi dall’Italia 3 foreign fighters, tra cui una donna russa che si stava preparando a riempirsi di esplosivo e immolarsi come martire.

Militante ”Emirato del Caucaso”

Dall’attività investigativa, portata avanti dalla Procura distrettuale di Bari, è emerso che Bombataliev abbia verosimilmente preso parte a delle azioni stragiste in Cecenia, suo paese d’origine, e che sia un terrorista islamico a livello internazionale. Quasi certamente è uno dei militanti della formazione terroristica jihadista “Emirato del Caucaso”, che ha preso d’assalto, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre del 2014, la “Casa della Stampa”, sede delle principali emittenti televisive della capitale cecena Grozny, e una scuola dove rimasero uccise 19 persone.

Le indagini, portate avanti dalla DDA di Bari ed effettuate dalla Digos, hanno rivelato che l’indagato ha fatto parte dei gruppi combattenti islamici siriani, tra il 2014 e il 2015, tra le fila dell’Isis e che ora si stava preparando ad inviare nuove reclute nel campo di battaglia.

L’Italia campo di addestramento delle reclute islamiche?

È finito in manette il 5 luglio e la convalida di fermo è avvenuta ieri.

Il terrorista ceceno era una delle cellule jihadiste che usavano l’Italia come luogo di transito per far passare i foreign fighters ceceni dell’Isis verso la Siria e altri stati dell’Unione Europea. Si occupava anche di indottrinare ed addestrare giovani europei per andare a combattere nelle file del califfato siriano. Due fratelli albanesi di 26 e 23 anni che abitavano a Potenza, ed erano in regola sul territorio nazionale, sono stati espulsi per motivi di sicurezza nazionale, in base alla legge antiterrorismo del 2015, perché ritenuti delle reclute addestrate da Bombataliev.

Stessa sorte anche per una donna russa di 49 anni, che abitava a Napoli e non era in regola, caduta vittima del terrorista ceceno, il quale la stava istigando ad immolarsi come martire nel nome di Allah; gli inquirenti ritengono che fosse pronta a riempirsi di esplosivo e compiere una strage, probabilmente in qualche paese europeo. Eli Bombataliev era già conosciuto a livello internazionale, infatti era stato inserito nelle liste dei soggetti pericolosi dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi) belga, in quanto ritenuto membro di una rete di reclutatori e combattenti ceceni dell’Isis attivi in Belgio.

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