Negli ultimi mesi entrava e usciva dal pronto soccorso dell'ospedale "Grassi" di ostia, (Roma) ma non per andare a salutare il marito, noto medico chirurgo di 55 anni, che in quella struttura lavorava. Al pronto soccorso ce la mandava proprio lui per le contusioni che le procurava nel corso di ripetuti abusi e violenze sessuali. Atti che poi riprendeva e faceva vedere al figlio minore. Maltrattamenti, violenza sessuale, lesioni, sono alcuni dei reati di cui deve rispondere il professionista della sanità dedito al consumo abituale di cocaina, arrestato dalla Squadra mobile della Questura di Roma, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere disposta dalla Procura.

L'altro reato contestato è corruzione di minorenne nei confronti del figlio, perché avrebbe cercato di "comprare" il suo silenzio. Serio e apprezzato sul lavoro, a casa il chirurgo mostrava ben altra personalità.

L'avvio dell'indagine

A permettere l'avvio dell'indagine è stata proprio la moglie del professionista che da ieri è in carcere. La donna, stanca di dover subire continue violenze verbali e fisiche, abusi sessuali, maltrattamenti con lesioni e contusioni che la costringevano spesso a ricorrere a cure mediche, è andata a sporgere denuncia. Alla polizia di Stato ha raccontato la sua atroce realtà di vita. L'uomo, oltre a costringerla ad avere rapporti sessuali, filmava e registrava gli abusi.

Quindi coinvolgeva anche il figlio, un bambino di 10 anni, obbligandolo a vedere su telefonino o tablet le sevizie che imponeva alla moglie.

Dottor Jekyll e Mister Hyde

Professionale, rigoroso e affabile con i pazienti dell'ospedale "Grassi" di Ostia dove svolgeva l'attività di chirurgo ortopedico, a casa diventava un altro uomo. Costringeva moglie e figlio a subire violenze, vessazioni, crudeltà. Uno sdoppiamento di personalità probabilmente aggravato da un uso smodato di droga, cocaina ma anche crack, come riferito dalla compagna. Addirittura era arrivato ad offrire la droga al figlio pensando in questo modo di comprare la sua complicità e il suo silenzio. Dopo i dovuti riscontri probatori, la Squadra mobile della Questura di Roma ha arrestato l'uomo in collaborazione con la polizia postale che ha proceduto a sequestrare il computer del medico.

Si passerà così ad accertare se l'uomo possa aver commesso reati di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, per il momento sono esclusi. Il medico, cocainomane ma finora mai segnalato, da qualche settimana non svolgeva il lavoro in qualità di dipendente dell'ospedale di Ostia, perché assente per malattia.

Medici 'drogati'

L'uso e abuso di droga, soprattutto cocaina, ma anche di alcol, tra i professionisti della Sanità in Italia sono molto più diffusi di quel che si possa immaginare. Per avere qualche dato, l’unico studio esistente è quello del 2012 della onlus "Dianova", secondo il quale ci sarebbero 43 mila professionisti implicati su 370 mila, pari al 10%. Le categorie più colpite dalla dipendenza sono quelle di chirurghi, anestesisti, medici di pronto soccorso, ginecologi, psichiatri.

Professioni che operano sempre in emergenza e che possono portare al "burnout", il collasso psicoemotivo. Complice lo stress e la facilità di accesso a farmaci, droghe, antidepressivi spesso queste categorie sviluppano dipendenze. A Torino nel 2016 è nato "Helper", il primo centro italiano di disintossicazione rivolto alle professioni sanitarie. Ma è difficile fare "outing" e confessare ad altri colleghi la propria dipendenza dalle droghe.