All'indomani dello stupro di Rimini, il segretario cittadino del comune di San Giovanni Rotondo, a Foggia, di Noi con Salvini ha postato su Facebook la frase choc "Ma alla Boldrini e alle donne del Pd quando dovrà succedere?", scatenando da subito aspre polemiche. Saverio Siorini, il nome dell'esponente salviniano autore del commento, è stato espulso. A darne notizia il coordinatore regionale del partito, Rossano Sasso. Le polemiche, anche dopo l'avvenuta espulsione, sono destinate a proseguire anche nel corso delle prossime ore, visto il nuovo accostamento della presidente Laura Boldrini ad un episodio che parrebbe essere legato ad immigrati, nel caso specifico 4 ragazzi nordafricani.
Il condizionale è d'obbligo, in quanto la polizia non ha ancora trovato il branco autore dello stupro ai danni della ragazza polacca.
Il tentativo di retromarcia di Saverio Siorini
Nelle ore successive al commento choc in riferimento allo stupro avvenuto a Rimini, il salviniano Saverio Siorini aveva cercato di giustificarsi, affermando di non voler augurare il male a nessuno, ma che il suo gesto fosse una risposta al silenzio della Boldrini e di "tutte le femministe", così le ha definite Siorini, sulla vicenda.
Al termine del suo secondo intervento, l'ormai ex segretario cittadino di Noi con Salvini della città di San Giovanni Rotondo aveva augurato infine la castrazione chimica a tutti gli stupratori, indipendentemente dalla loro nazionalità quindi, e il riversamento della rabbia dei cittadini italiani contro i cosiddetti "complici" del Partito democratico, senza specificare a chi si stesse rivolgendo con la parola "complici".
Il mezzo passo indietro non è comunque stato sufficiente al signor Siorini ad evitare il provvedimento dell'espulsione immediata dal partito Noi con Salvini.
Le reazioni a livello nazionale
Dal Partito democratico unanime la condanna alle parole di Saverio Siorini. Nel mirino finisce lo stesso Matteo Salvini. Titti Di Salvo sottolinea come il leader della Lega Nord sia rimasto in silenzio di fronte a quanto detto dal segretario cittadino del suo partito al Sud Italia. Sempre la Di Salvo ha aggiunto di non stupirsi più di tanto di fronte ad esternazioni del genere, consapevole che l'odio instillato dalle dichiarazioni di Salvini ogni giorno può portare alla creazione di mostri.
Da Matteo Salvini, al momento, non si registra ancora nessuna replica in merito all'episodio che ha coinvolto il segretario cittadino di San Giovanni Rotondo e le parole dell'esponente del Partito democratico Titti Di Salvo.