La 'guerra verbale' tra il presidente americano Donald Trump e l'ormai famoso dittatore nordcoreano Kim Jong un non sembra voler terminare. Dopo averlo apostrofato ironicamente "The Rocket man", infatti, il Tycoon passa di nuovo al pugno di ferro, intervenendo pesantemente contro le iniziative guerrafondaie del dittatore, questa volta chiarendo definitivamente la posizione di Washington nei confronti di Pyongyang all'Assemblea delle Nazioni Unite.

Trump: 'L'America prima di tutto'

Così il presidente americano ribadisce la sua netta posizione davanti ai 193 paesi Onu, avvalendosi dell'ironia che contraddistingue i suoi numerosi interventi su twitter. Anche davanti all'Assemblea delle Nazioni Unite, il presidente ha utilizzato la vena ironica che da sempre lo contraddistingue dal suo temibile avversario coreano. Prendendo la parola verso le 10 di questa mattina, si è infatti speso dapprima in elogi riguardo la sua amministrazione, ribadendo i molti risultati ottenuti.

Si è poi avvalso dello stile che utilizza spesso sui social, con un discorso che somigliava a quello già pronunciato lo scorso gennaio, ribadendo che la priorità che muove ogni sua azione è quella di "agire mettendo gli interessi dell'America davanti a tutto". "American first", come ha dichiarato.

'Nessuna pietà con la Corea del Nord'

Donald Trump che si è poi espresso in modo piuttosto duro nel cosiddetto "santuario della diplomazia", ribadendo ancora una volta ai rappresentanti Onu che "il piano della Corea del Nord è una minaccia reale per il mondo intero, e che l' America non può certo tolleralo ancora per molto.

"Rocket man è in missione suicida", ha dichiarato, sottolineando senza mezzi termini che "se non si ferma gli Usa distruggeranno completamente la Corea del Nord".

Presidente che in un secondo momento si è anche speso ringraziando Russia e Cina per le pressioni esercitate sulla Nord Corea, ma che si è scagliato con mano pesante contro l'Iran, definito "un regime mascherato da democrazia". Le accuse di Donald Trump infatti sono chiare: Teheran è infatti sospettato di appoggiare, e soprattutto di finanziare le organizzazioni terroristiche.

Usa e Nord Corea, 'clima di guerra'

Dichiarazioni di Trump che arrivano il giorno dopo l'esercitazione al confine della Corea del Nord, in cui caccia americani e bombardieri B-1B hanno dato vita a una simulazione di un bombardamento. Mossa che stando anche alle recenti dichiarazioni di Trump all'Onu, è un chiaro messaggio al leader nordcoreano, ancora testardamente concentrato nella sua corsa al nucleare.

L'ipotesi di un intervento militare di Washington, infatti, non è solo una trovata di Trump, e potrebbe innescarsi un processo dal quale sarebbe impossibile tirarsi indietro.

Esercitazione che arriva proprio a circa 72 ore dall'ultimo lancio missilistico di Pyongyang, e che sarà accompagnata anche dalle esercitazioni che terranno questi giorni Cina e Russia proprio nei pressi della Corea del Nord.

Infatti, anche se Pechino dichiara che che tali manovre non siano dovute alle tensioni crescenti nella penisola coreana tra Pyongyang e Usa, l'aria che si respira è quella di un 'imminente crisi internazionale'.

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