Russia e Cina hanno condannato senza mezzi termini le ultime provocazioni di Kim Jong-un. Aver violato lo spazio aereo del Giappone con un missile balistico è stato un atto gravissimo, il giovane dittatore ha poi voluto dimostrare di poter attrezzare i suoi missili con armi di distruzione di massa, come la bomba all'idrogeno testata a Punggye-ri, talmente potente da causare un sisma di magnitudo imprecisata, 5.3 secondo la Cina, 6.3 secondo le fonti sudcoreane e statunitensi.

Probabilmente è vero che dalle parti di Pyongyang ci si sta rendendo conto di aver oltrepassato un pericoloso limite, tale da poter realmente scatenare la reazione militare degli Stati Uniti e dei Paesi alleati. In tal modo, Kim avrebbe avvisato i nemici di essere 'armato fino ai denti' e di possedere un arsenale nucleare di tutto rispetto. L'ultimo spavaldo test del leader nordcoreano è dunque un malcelato tentativo di nascondere la paura?

Non è da escludere. Intanto, mentre il Pentagono torna a parlare di attacco preventivo, Mosca e Pechino insistono sulla soluzione diplomatica. Alla luce dei cordiali rapporti tra Russia e Corea del Nord, ben più cordiali di quelli che il piccolo Stato comunista ha attualmente con la Cina, era stata ventilata con discrezione la possibilità che il presidente Vladimir Putin prospettasse al suo omologo nordocoreano una serie di colloqui bilaterali. La domanda è stata rivolta direttamente al portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov.

Il Cremlino esclude al momento i colloqui con Pyongyang

"Al momento non è stato programmato alcun colloquio", ha detto Peskov ai giornalisti, informandoli invece dei colloqui personalmente avuti da Putin con il leader cinese Xi Jinping nel corso del BRICS, la nona edizione del meeting delle cinque economie emergenti del mondo (Cina, Russia, Brasile, India e Sudafrica) che ha preso il via il 3 settembre a Xiamen, in Cina.

I due leader, ha riferito Peskov, hanno concordato sulla "necessità di affrontare il problema in maniera adeguata" e di perseguire insieme "l'obiettivo di denuclearizzazione della penisola coreana". I governi di Russia e Cina mantengono inoltre "uno stretto cordinamento ed una comunicazione continua per affrontare la nuova situazione relativa all'ultimo test nucleare".

Putin incontrerà il premier giapponese

Il prossimo 7 settembre, inoltre, Vladimir Putin incontrerà il primo ministro giapponese Shinzo Abe.

In questo caso, ha reso noto Peskov alla stampa, "il presidente Putin ha avuto un colloquio telefonico con il premier del Giappone, Shinzo Abe. Entrambi hanno condannato il test nucleare della Corea del Nord perché, oltre a mettere a rischio la pace nella regione, è stato effettuato in violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU e del diritto internazionale".

'L'unica soluzione è la diplomazia'

Il Cremlino è evidentemente preoccupato dalla prospettiva di un escalation militare nella penisola coreana, dunque a pochi km dal confine sud-orientale russo.

"Il presidente Putin auspica calma e lucidità da parte della comunità internazionale, perché la soluzione al problema del nucleare nella penisola coreana e di tutte le altre questioni legate alla crisi, possono essere raggiunte soltanto con la politica e la diplomazia", ha concluso Dmitry Peskov.

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