Dopo la cocente sconfitta militare, sul campo siriano e iracheno, molti ex combattenti del sedicente "Stato Islamico" stanno cercando una comoda via di fuga dal nord della Siria, per evitare di essere catturati dall'esercito siriano o dalle milizie curde che con grande coraggio hanno combattuto le forze "militari" dell'ISIS.

Oggi pero molti di questi ex combattenti che hanno sposato la causa del Califfo, dopo aver perso gran parte dei territori fra Siria e nord dell'Iraq, si starebbero organizzando, fuggendo verso la Turchia, mescolandosi con la popolazione locale.

Le fonti israeliane

Secondo recentissimi report dei servizi secreti israeliani fra questi ex combattenti vi sarebbe una intera brigata, capitanata da ceceni e iracheni, specializzata nella fabbricazione di esplosivi ad alto potenziale usati per attaccare l'esercito siriano e le squadre speciali russe, intervenute a supporto del presidente siriano Assad.

Dalle fonti israeliane sembrerebbe che alcuni elementi di questa brigata dell'ISIS sarebbero fuggiti da un valico siriano alla volta di Istanbul, entrando così irregolarmente in territorio turco. L'obiettivo è quello di reperire in riva al Bosforo tutta quella documentazione falsa utile ad entrare in Europa, preparandosi a compiere grandi attacchi dinamitardi in qualche città del vecchio continente.

Insomma, una vera e propria "cellula terroristica" che potrebbe attivarsi da un momento all'altro, progettano attacchi in grande stile, molto simili a quelli realizzati negli ultimi anni fra Parigi, Bruxelles, Londra e Berlino. Solo che stavolta non si tratta dei soliti "lupi solitari", assetati di odio contro la società occidentale.

Ma parliamo di gente esperta alla guerra, che ha maturato una certa esperienza nella realizzazione e fabbricazioni di esplosivi, spesso ad alto potenziale.

Purtroppo da quando l'ISIS ha perso oltre l'85% del suo territorio, rispetto al 2015 (l'anno dell'espansione fra Iraq e Siria), la strategia è radicalmente cambiata. Oggi i gruppi rimasti ancora fedeli alla dottrina dello "Stato Islamico" preferiscono sciogliersi in silenzio, spostando parte dei loro capitali verso località africane ed europee, dove possono finanziarie nuovi attacchi, anche nei posti più impensabili.

L'unico rimedio per prevenire, o quanto meno ridurre un pò i danni, sarebbe quello di rafforzare la cooperazione fra i servizi secreti e le forze di polizia dei singoli stati europei, inclusa la Turchia, ormai divenuta a pieno titolo la principale base operativa dei terroristi che fuggono dalla Siria.

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