michelle jones, 25 anni fa, venne accusata e condannata per l'omicidio del figlioletto. Secondo i giudici il piccolo era morto per la superficialità della madre e i maltrattamenti. Dura la condanna: 20 anni nel penitenziario dell'Indiana. Il tempo in carcere è servito alla Jones a migliorarsi, a diventare quella che non è mai stata, ad essere una bella persona. Un ravvedimento spettacolare quello della 45enne americana, di cui ha parlato recentemente anche il New York Times. Michelle ha studiato molto in carcere ed è riuscita a vincere il dottorato presso la New York University. Difficilmente tale ateneo permette di accedere alla ricerca a persone che hanno studiato in altre università.

La 45enne, infatti, si era laureata ad Harvard.

Un traguardo importante per la Jones

'Prodezza di una riabilitazione mozzafiato', ha scritto il New York Times in un articolo in prima pagina. Il contenuto si riferisce a Michelle Jones, ex detenuta diventata ricercatrice eccelsa ed operosa presso la New York University. L'ateneo della 'Grande Mela' ha scelto la 45enne tra centinaia di candidati. Michelle sognava un posto da ricercatrice e già durante la permanenza in carcere aveva formato una sorta di pool di studio, formato da vari detenuti, per esaminare attentamente i documenti dello Stato dell'Indiana e creare un importante progetto di Ricerca di Indiana Historical Society. Il lavoro portato avanti dalla Jones è piaciuto molto alla New York University, che ha così premiato l'ex detenuta con l'assegnazione della borsa di studio.

Un traguardo importante per una donna che fino a poco tempo fa era una semplice carcerata.

Il 'no' di Harvard alla borsa di studio

Una persona decisamente energica e ottimista Michelle, che aveva partecipato a numerosi eventi e conferenza anche durante la 'stagione carceraria'. Insomma, la 45enne aveva preso la parola, durante numerosi dibattiti, anche quando era in prigione.

La Jones non aveva avuto timore di parlare neanche davanti all'Assemblea dell'Indiana. Da omicida a ricercatrice universitaria. Il carcere ha rappresentato, per Michelle Jones, l'occasione per il riscatto, lo strumento per far vedere al mondo intero chi è veramente. La storia che vede protagonista la 45enne dell'Indiana sta facendo molto discutere in questi giorni, negli Usa.

L'Università di Harvard, infatti, l'avrebbe esclusa dalla selezione per una borsa di studio proprio perché, 25 anni fa, uccise il figlio. Un docente di tale ateneo ha sottolineato che qualcuno avrebbe potuto accusare l'università di finanziare una madre omicida.

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