Trump ha mantenuto la sua promessa e ha svelato una parte dei files top secret relativi all’omicidio di Kennedy. Tra le diverse informazioni contenute, una in particolare modo ha destato profonda inquietudine ed è quella relativa a una misteriosa telefonata ricevuta da un giornalista britannico della testata Cambridge News, poco prima che Kennedy venisse ucciso da un colpo di arma da fuoco a Dallas. La telefonata, ovviamente anonima, arrivò alle 6.05 del 22 di novembre 1963 e dopo 25 minuti dalla chiusura della comunicazione, il Presidente degli Stati Uniti venne ucciso.

Il contenuto della telefonata anonima

Il giornalista senior del Cambridge News, durante quella misteriosa telefonata, venne invitato a chiamare l’Ambasciata Americana a Londra per ricevere delle notizie molto importanti. Dopo di che la persona che diede la sibillina informazione, riagganciò.

Erano le 18.05 del 22 di novembre del 1963, evidenzia il servizio britannico di sicurezza MI-5, contattato dalla polizia a sua volta allertata dal giornalista non appena appresa la notizia dell’uccisione di Kennedy, avvenuta esattamente 25 minuti dopo la chiamata.

Nel file reso pubblico da Trump si possono leggere anche le note a margine del rapporto dell’evento, nelle quali si precisa che mai prima di quel momento il giornalista ebbe contatti similari e che la sua affidabilità fosse cosa accertata.

Chi chiamò il giornalista?

Molte le ipotesi sull’autore di quella misteriosa telefonata, tra queste, la più accreditata, è quella che possa essere stato un amico di Lee Harvey Oswald, accusato dell’omicidio Kennedy, e precisamente l’agente sovietico nato in Inghilterra Albert Osborne.

Ma, come ha affermato l’archivista e storico di Cambridge Mike Petty in una sua intervista rilasciata al Sun Online, la faccenda rimane misteriosa.

Addirittura il fatto che il Cambridge News nel 1981 pubblicò un articolo sulla morte del Presidente statunitense rimane avvolto da mistero, poiché Petty afferma che nessuno in quel periodo ricorda della chiamata ricevuta dalla redazione durante la giornata di novembre del 1963.

Un tentativo di depistaggio da parte dell’Unione Sovietica affinché l’omicidio risultasse una cospirazione?

L’ex editore Keith Whetstone che lavorava al giornale al momento dei fatti di Dallas, nel 1981 dichiarò che la storia della telefonata sembrava essere completamente inventata.

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