Secondo il bilancio provvisorio, che potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore, negli attacchi terroristici che nel fine settimana hanno colpito Mogadiscio, in Somalia, avrebbero perso la vita 25 persone, mentre altre 30 sarebbero state ferite. I disordini sono iniziati nella mattina di sabato, quando due autobomba sono esplose nella capitale somala. La prima deflagrazione è avvenuta all’ingresso dell’hotel Nasa-Hablod, nella zona centrale della città, vicino al palazzo presidenziale. La seconda, non molto distante, ad un incrocio stradale nei pressi dell’ex Parlamento.

Nelle vicinanze, poco dopo, un kamikaze si è fatto saltare in aria. Nel frattempo, cinque terroristi hanno fatto irruzione nell’hotel e si sono barricati all’interno della struttura, prendendo in ostaggio un centinaio di persone, tutte ospiti dell’albergo, tra cui alcune personalità del governo. Gli attacchi sono stati rivendicati dal gruppo Al Shabaab, legato ad Al Qaeda, noto esponente del terrorismo islamico.

Il blitz delle forze di polizia

L’assedio è durato oltre 12 ore. Poco prima del blitz finale, nella notte le forze di polizia somale sono riuscite a liberare 30 ostaggi, tra cui un ministro. In seguito, dopo aver ucciso tre terroristi e averne arrestati altri due, le forze di sicurezza hanno ripreso il controllo dell’hotel.

I soccorritori hanno riferito di essersi trovati dinanzi ad uno scenario sconcertante. Tra i corpi delle vittime, infatti, c’erano anche quelli di una donna e di tre bambini, uccisi con un colpo di arma da fuoco alla testa. Il governo somalo, a seguito di questa terribile tragedia, ha sollevato dall’incarico il capo della polizia e il capo dell’intelligence, su sollecitazione del ministro della Sicurezza, che ha sottolineato che in sole due settimane si sono verificate a Mogadiscio stragi senza precedenti. Due settimane fa, infatti, l’esplosione di un camion-bomba ha provocato 358 morti e 228 feriti, causando la più sanguinosa tra le stragi terroristiche che si siano mai verificate in Somalia, nonché una delle più drammatiche al mondo.

L'hotel era già stato attaccato nel 2016

L’hotel Nasa-Habloid di Mogadiscio, solitamente frequentato da personalità di spicco dell'ambito politico, militare e civile, era già stato preso di mira da Al Shabaab nel giugno del 2016, quando l’esplosione di un’autobomba dinanzi al cancello di ingresso aveva consentito a quattro terroristi di fare irruzione nell’edificio, prendendo in ostaggio decine di persone. In quell’occasione persero la vita 15 persone. I feriti, per la maggior parte civili, furono 20.