Domani, venerdì 24 novembre, in tutto il mondo si celebra il Black Friday, la giornata di sconti eccezionali promossa da migliaia di aziende, soprattutto da quelle che operano nel campo del commercio elettronico. E il black friday, quest’anno, sarà anche il giorno del primo, storico, sciopero dei dipendenti di amazon, la società del miliardario Jeff Bezos che si occupa, appunto di e-commerce. Ad incrociare le braccia per rivendicare i propri diritti calpestati in nome del dio denaro dovrebbero essere i circa 1500 dipendenti a tempo indeterminato (più i 2500 interinali o pagati a cottimo) del centro di distribuzione di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.

I sindacati interni, soprattutto Cisl e Uil, spiegano questa mattina i veri motivi della protesta, ma la multinazionale americana, rappresentata dal direttore marketing di Amazon Italia, Sara Caleffi, si preoccupa solo di garantire ai clienti la consegna della merce nei tempi stabiliti.

La posizione di Amazon sullo sciopero del Black Friday

Il rischio per Amazon è molto alto: lo sciopero dei dipendenti piacentini, previsto proprio per il Black Friday, venerdì 24 novembre, rischia di mettere in seria difficoltà l’oliato meccanismo di consegna in tempi rapidi della merce venduta. A rassicurare i milioni di clienti virtuali ci ha pensato questa mattina, dai microfoni di Radio anch’io, su Radio1, Sara Caleffi, direttore marketing di Amazon Italia.

“Voglio rassicurare i consumatori. Amazon continua ad essere focalizzata nel portare tutte le nostre offerte ai clienti e nel rispettare le consegne - ha dichiarato la Caleffi aggiungendo che - restiamo focalizzati nel garantire le date di consegna che abbiamo promesso”. Tutta la sua intervista è incentrata sull’importanza commerciale del Black Friday e dei vantaggi che questa giornata può portare a produttori e consumatori. Non una parola, invece, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti.

La risposta dei sindacati

A spiegare le due ragioni principali che hanno spinto i dipendenti Amazon a proclamare lo storico sciopero del Black Friday è, sempre su Radio1, Francesca Benedetti, segretaria della Fisascat Cisl di Parma e Piacenza: “Migliorare le condizioni di vita e di lavoro in Amazon e tenere conto del fatto che non si ha a che fare con delle macchine, ma con degli uomini”.

Non solo una mera rivendicazione di aumento salariale, dunque. La Benedetti assicura che “la lotta sindacale avviata a Piacenza non è isolata”, ma coinvolge diversi paesi europei come Polonia e Spagna. Della stessa opinione si dimostra il collega della Uiltucs-Uil di Piacenza, Vincenzo Guerriero, secondo il quale i sindacati non sono “improvvisamente diventati degli orchi cattivi che vogliono danneggiare gli utenti”, perché si rendono conto del disagio prodotto, “ma tutti dobbiamo responsabilizzarci e cominciare a credere di più alla solidarietà”. Il ragionamento di Guerriero è che “non è che per acquistare una pennetta usb on line, poi devo chiudere gli occhi sulle condizioni dei lavoratori”.