Il gioco segreto su WhatsApp di una sessantina di ragazze di modena adesso potrebbe non essere più tale, dato che tutti i file scambiati all'interno della chat di gruppo hanno iniziato a circolare in rete. Così, le foto hot delle liceali sedicenni e diciassettenni di Modena potrebbero costituire una vera e propria minaccia per chi le ha scattate: il pericolo del ricatto, infatti, è dietro l'angolo.

Scoppia il caso WhatsApp: il gioco estivo di 60 liceali di Modena

Quella scoppiata a Modena è una realtà che molti adolescenti, soprattutto di genere femminile, si ritrovano a vivere: il mondo del web, infatti, non è mai stato così tanto sicuro e i precedenti riguardanti personaggi famosi e non lo dimostrano ampiamente.

Nonostante ciò, le ragazzine continuano a dare adito a questi fenomeni, mettendo a rischio la propria privacy ed incolumità. L'ultimo caso registrato ha coinvolto circa 60 liceali di Modena ed alcune di Reggio Emilia che, trovando un modo alternativo per combattere la noia, hanno dato vita ad una chat segreta su WhatsApp dove i membri potessero scambiarsi foto e video che li ritraevano nudi. Il pensiero di base delle ragazzine era che tutto il materiale inviato e scambiato all'interno del gruppo sarebbe rimasto segreto: "Non avremmo mai fatto scatti da distribuire in giro", ha dichiarato una delle ragazze coinvolte.

L'evoluzione delle chat hot di WhatsApp

Lo scandalo riguardante le chat hot di WhatsApp ha avuto portata nazionale nel momento in cui il fidanzato di una delle ragazze coinvolte ha richiesto l'aiuto della onlus "La Caramella Buona", che ha prontamente dato la notizia a Il Resto del Carlino.

Ma come è iniziato tutto? A raccontare l'evoluzione dei fatti è stata proprio una delle 60 ragazze: dopo la fine della scuola, è stato creata questa chat, dove si è partito con l'invio delle semplici foto in costume da bagno, per poi passare a scatti sempre più espliciti e hot. I media scambiati sul gruppo sono arrivati a circa un giga, in cui sono compresi anche video che riprendono atti sessuali e di autoerotismo.

Tutti i file sarebbero dovuti rimanere nel gruppo, ma sono stati intercettati da un loro coetaneo che li ha iniziati a diffondere, creando il panico tra le coinvolte. Il pensiero comune delle liceali ha riguardato in primis la reazione dei genitori, inconsapevoli di ciò che le loro figlie facevano da mesi su WhatsApp: molte, infatti, devono ancora confessare il coinvolgimento alla propria famiglia, mentre altre preferiscono tenere il segreto finché riescono.

Superato lo scoglio famigliare, la preoccupazione delle ragazze si è spostata poi sull'eventuale pericolo di ricatto.

Il pericolo di ricatto per le foto hot scambiate su WhatsApp

Se da un lato la magistratura ha aperto un'indagine sul possibile fautore della diffusione delle foto hot delle 60 ragazze di Modena, dall'altro è sempre incombente il pericolo di ricatto. Secondo quanto dichiarato dal fidanzato di una delle liceali coinvolte, tutti gli scatti e i video sarebbero riconducibili a persone ben precise: nello specifico, un loro coetaneo avrebbe raccolto tutti i file scambiati sulle chat hot di WhatsApp, catalogandoli in cartelle che indicano il nome e il cognome delle liceali. A quanto pare, però, costui sarebbe estraneo alla diffusione in rete, che sarebbe invece da ricondurre ad un altro ragazzo.

Il fatto che però le autrici degli scatti hot potrebbero essere facilmente riconosciute, crea un grande pericolo per le stesse, che potrebbero essere così ricattate. Lo stesso presidente de La Caramella Buona ha considerato l'intero materiale una vera e propria mina vagante, sia per i tempi attuali che per il futuro: il caso del video hot di Belen diffuso a distanza di anni dall'ex fidanzato ne è infatti una dimostrazione.