Come si arriva a definire il suicidio di un terrorista come suicidio altruistico? Viviamo all’interno di quella che viene definita società del terrore. Siamo in guerra pur senza sapere di esserlo, la vita procede giorno dopo giorno senza troppi turbamenti.
Le società semplici e società complesse
Èmile Durkheim è un sociologo francese vissuto nella seconda metà dell’ottocento fino ai primi anni del novecento. Insieme a Simmel e Weber viene considerato il padre fondatore della moderna sociologia. Durkheim all’interno de la divisione del lavoro sociale, una delle sue opere, introduce il concetto di coscienza collettiva il quale indica l’insieme delle credenze e dei sentimenti comuni ai membri di una società.
Per fare un esempio concreto, alla base della coscienza collettiva della società italiana troviamo le credenze della religione cattolica. Il sociologo prosegue distinguendo le società semplici, le quali si basano su una forte somiglianza tra gli individui. La coscienza collettiva in questo tipo di società è molto forte ed il danno più grave è quello che viene perpetrato a danno della collettività. Il secondo tipo di società è quella complessa. Questo tipo di società si sviluppa da quella semplice grazie alla divisione del lavoro che avviene per limitare la concorrenza.
Il Suicidio secondo Durkheim
Lo studio della società aiuta a comprendere meglio quello sui suicidi. Una persona è portata al suicidio per diversi motivi, alcune volte molto complessi, per questo è importante ricordare che quella che il sociologo francese ci fornisce è una categorizzazione delle diverse tipologie di suicidi, non delle cause.
Secondo Durkheim pur essendoci degli individui più predisposti a commettere quest’atto la deterrente fondamentale non è di natura psicologica bensì sociale. Elenca quattro diverse tipologie di suicidio:
- Suicidio anomico: tipico delle società moderne. Secondo il sociologo le società anomiche sono quelle fondate sulla divisione del lavoro, ma prive di solidarietà sociale. La condizione di anomia viene prodotta da situazione particolari che si presentano sia nei periodi di forte crisi sia nei periodi si prosperità economica. Una persona che commette questo tipo di suicidio si sente smarrito, privo di sicurezze sociali.
- Suicidio fatalista: Viene contrapposto al suicidio anomico. È tipico di quelle società che sono troppo normate, all’interno delle quali l’individuo non riesce ad esprimersi. Un esempio concreto di questo tipo di suicidio è quello dello schiavo che decide di togliersi la vita.
- Suicidio egoistico: tipico degli individui che si sono isolati e non sono integrati all’interno della società. I legami del gruppo vengono meno e insieme a questi si allentano anche quelli che esistono tra l’uomo e la sua vita. Una persona pone fine alla sua vita a causa di una mancata coesione sociale.
- Suicidio altruistico: Questo tipologia è quella tipica, appunto dei gruppi terroristici. Il terrorista è visto come una persona troppo integrata all’interno della società che decide di porre fine alla sua vita non per una decisione propria, ma perché ha l’obbligo morale di farlo. Questo tipo di suicidi è proprio delle società in cui l’individuo dipende totalmente dal collettivo.
Ecco come in sostanza, secondo Durkheim, il terrorista che decide di togliersi la vita starebbe in realtà portando avanti un atto altruistico nei confronti della sua comunità, per il perseguimento dei propri ideali