A Ferrara un ragazzo di colore si è recentemente suicidato gettandosi sotto un treno. Su Facebook molti commentatori ferraresi hanno postato commenti stigmatizzati come xenofobi e razzisti, il fenomeno è stato denunciato dalla stampa locale e rimbalzato a livello di media nazionali.
Razzismo, antirazzismo e la complessità
"Nell’opera intitolata Il Suicidio (1897), uno studio sociologico, sottolineò, come la mancanza d’integrazione degli individui nella società fosse una delle cause fondamentali del suicidio, che a sua volta, da mero fatto individuale, diviene vero e proprio fatto sociale".
Cosi il grande sociologo Emile Durkeim analizzò il togliersi la vita, tutt'oggi di inaudita attualità. Il caso in questione a nostro avviso solleva considerazioni meno semplicistiche della gran cassa mediatica. Come viene presentato, poco da dire, il rispetto della vita umana deve civilmente trascendere qualsiasi altra inopportuna ridondanza. Tuttavia, nella vicenda sono rimossi dai media palesemente certi scenari contemporanei in primo piano attinenti e tale esorcismo trasforma la verità della denuncia in una mistificazione orientata purtroppo ideologicamente nel dibattito epocale sull'immigrazione e gli eventi internazionali affini, leggi terrorismo islamico e degrado della sicurezza anche a Ferrara.
Come direbbero Bertrand Russell e Herbert Marcuse, grandi critici dell'umanesimo retorico.
Facebook non è una agenzia di stampa
I media italiani da certo tempo sembrano considerare il Web e i social network in particolare quasi come agenzie di stampa, come l'ANSA, la REUTER eccetera. E' una grave tendenza giornalistica che ha come effetto, a seconda degli orientamenti politici, senza necessarie verifiche e dimenticandosi sempre che trattasi di profili privati..., di, piaccia o meno, manipolare l'informazione. Nel caso in questione è discutibile lanciare nell'oceano delle informazioni, esempi di imbecillità individuale, senza evidenziare il grave degrado della sicurezza anche Ferrara, espresso tutti i giorni sulla stessa stampa locale da almeno la metà dei cittadini ferraresi, denunciato dal questore stesso della città d'arte estense, da Il Sole 24 Ore recentemente con Ferrara in caduta libera per la qualità della vita, ex Isola Felice.
Un degrado comunitario causato dalla politiche di accoglienza indiscriminata, il cosiddetto buonismo, del PD, in una città anche notoriamente Cenerentola dell'economia regionale e del Nord intero. E questo è il vero problema che dovrebbe focalizzare il dibattito cittadino e fuori mura. Il resto è bassa retorica e moralismo più o meno in buona fede: è morto - suicida - un ragazzo, certamente, le motivazioni sono sconosciute, nobili in ogni caso perché il suicidio è sempre un atto non vigliacco ma coraggioso, nello stesso tempo è sintomo di una comunità evidentemente infelice se (salvo patologie eccezioni personali) un suo membro sceglie di morire volontariamente. Ma fosse stato un banale imprenditore caucasico locale, rovinato da Equitalia o dalle banche, già accaduto negli ultimi anni come noto dalle cronache, nessuno a Ferrara avrebbe "catturato" da Facebook commenti meramente idioti pulsionali diversamente xenofobi contro la patologia buonista dominante a Ferrara e in Italia.