Ennesimo scandalo della chiesa cattolica questa volta terminato con l’arresto di due giovani. I suddetti ragazzi dichiaravano di essere in possesso di video a luci rosse in cui il parroco del paese faceva sesso con loro. Le richieste di denaro erano iniziate da mesi e mesi. A quanto pare, nonostante il parroco ne avesse parlato con il suo vescovo, alla fine ha deciso di denunciare i due ragazzi che lo minacciavano.

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Le indagini, da parte delle forze dell’ordine, sono state eseguite in modo riservato per tutelare la privacy del parroco, ma nel momento dell’arresto, i due giovani, hanno lanciato lo scandalo.

A quanto pare i ragazzi, di 20 e 22 anni, avevano filmato in segreto i rapporti sessuali avuti con il parroco del paese a Succivo in provincia di Caserta, ed in seguito sono iniziati i ricatti e le richieste di denaro.

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Le minacce, da parte degli estorsori, erano quelle di divulgare il video in cui il sacerdote aveva rapporti sessuali con loro. Alla fine, quando il parroco non ce la faceva più a pagare, ha deciso di denunciarli e questo ha fatto scattare gli arresti per estorsione.

Uno scandalo che si poteva evitare

Il vescovo di Aversa, con cui il parroco si era confidato su come poter agire per le minacce, era stato già avvisato delle “esuberanze” del suddetto prete di Succivo, ma quella denuncia non era stata presa seriamente.

In una nota stampa il Vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo, ha dichiarato di aver ammonito il parroco, Don Crescenzo Abbate, sulla sua “prestanza” avendo la promessa di un cambiamento di comportamento.

In seguito a questo scandalo, il Vescovo continua a difendersi dicendo di non essere un Gestapo e che a parte cercare il dialogo non poteva certo mandare ispettori a casa del sacerdote in questione.

Anche perché non ci sono mai state delle vere denunce sul parroco di Succivo, Don Crescenzo Abbate.

Le indagini condotte sulla vicenda hanno portato alla luce una doppia vita del parroco. Di giorno una figura retta e corretta in paese e nella sua chiesa e di notte frequentatore di locali per omosessuali a Napoli dove era anche membro di molti club privati.

Il vescovo di Aversa era a conoscenza di tutto

Don Crescenzo Abbate, prima di essere allontanato dal paese di Succivo, ha dichiarato di aver parlato spesso con il suo vescovo, cioè Monsignor Angelo Spinillo, e di aver cercato di cambiare i suoi comportamenti.

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In un’intervista lo stesso vescovo ha dichiarato che non si può condannare una persona che non è stata accusata da nessuno.

Infatti, ricordiamo, che non ci sono denunce di abusi o violenze sessuali. Il dialogo è stato l’unico metodo precauzionale usato da Monsignor Angelo Spinillo. Nonostante gli fossero giunte solo delle vaghe prove sulla doppia vita del parroco, ha preferito non approfondire o indagare.

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In più incontri, tra i due, sono state eseguite solo domande e risposte molto superflue che hanno portato ad un accordo di “cambiamento di comportamento”. Le indagini interne, da parte degli enti vaticani, non sono mai partite proprio perché non ci sono mai state denunce esplicite. Attualmente la vittima è solo il parroco di Succivo, il quale è stato momentaneamente sospeso dalla diocesi.

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