L’assassino di 27 anni, Mattia Del Zotto, ammette dalla cella, dove ora si trova in custodia cautelare, di aver avvelenato i suoi familiari, uccidendone tre, in modo cosciente. Ha confessato di avere meditato a lungo il suo “modus operandi” e di aver posto il tallio nelle tisane e alimenti dei suoi parenti.

Abitando vicino agli appartamenti dei suoi nonni e degli zii ha studiato abitudini e consumi degli alimenti in modo da essere certo che avrebbero “consumato” i pasti e bevande che lui aveva contaminato.

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Attualmente il giovane Mattia Del Zotto è accusato di triplice omicidio e premeditazione. Gli unici, che sono scampati al suo piano criminali, salvati in ospedale sono stati 2 dei suoi 5 parenti avvelenati.

Il movente

Secondo il suo legale, il giovane, ha un’idea del tutto personale riguardo all’ebraismo, religione che segue molto, ed ha “eseguito” la sua personale sentenza di morte verso i parenti che erano “impuri”.

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Nelle prime confessioni che ha rilasciato in caserma, le forze dell’ordine, si sono ritrovati davanti un uomo cosciente e scrupoloso.

Le sue parole erano dettagliate sia nel modo in cui ha eseguito la contaminazione e del perché. Una visione chiaramente diversa dal mondo reale, ma che per lui, e per come “vive” la religione ebraica, erano giuste e quindi gli “impuri” dovevano morire. Attualmente si sta procedendo ad una perizia psichiatrica dato che non è chiaro se, attualmente, il giovane Mattia Del Zotto, sappia la gravità del suo gesto e si renda conto dell’effettiva dipartita dei parenti che lui ha avvelenato.

Il piano

Le dichiarazioni di Del Zotto hanno chiarito il piano e come sia stato creato. Lo spunto per avvelenare i suoi parenti con il Tallio, sostanza facile da reperire nel veleno per topi, è nata da alcuni avvelenamenti avvenuti quando era un bambino. Da allora gli rimase impressa questa combinazione di veleno e morte. Il giovane è riuscito ad acquistare una grande quantità da una ditta, tramite internet, ed a incastrarlo è stata una mail, rimasta nel suo computer, al momento dell’acquisto.

In seguito sono state eseguite delle intercettazioni sul suo cellulare. La cosa che ha insospettito gli inquirenti è stata la “strana” uscita verso Padova.

Infatti, secondo le testimonianze raccolte, Mattia Del Zotto non usciva da mesi da casa. Rimaneva chiuso in casa senza guardare la televisione, mangiava molto poco, non beveva, non voleva il riscaldamento e non voleva guidare. Si era isolato totalmente da amici e dalla palestra.

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L’unica attività compiuta dall’uomo era quella di usare il computer dove si è sospettato che facesse parte di una setta.

In seguito all’arresto, le indagini sul suo computer personale, hanno portato a scoprire un quadro piuttosto inquietante di Del Zotto. Secondo gli investigatori il suo studio di religione ebraica antica ha portato una visione molto personale all’uomo che è sfociata nell’omicidio.

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