Uno dei cavalli di battaglia cavalcati dal leader della Lega Nord Salvini in campagna elettorale riguarda la regolamentazione del mercato della prostituzione, un fenomeno ad oggi sommerso che se regolamentato porterebbe indubbiamente nelle casse dello stato una bella somma ogni anno, sia perché le professioniste sarebbero chiamate a pagare le tasse sui loro proventi, sia perché come tutti i lavoratori dovrebbero aprire una posizione previdenziale e dunque versare i contributi all'Inps. Vediamo qual è a situazione ad oggi e come gestiscono questo mercato alcuni dei principali paesi europei.

L'attuale legge italiana

La legge che regola la prostituzione in Italia è la "Legge Merlin", introdotta nel 1958, che dispose la chiusura delle cosiddette "case chiuse". Questa non considera reato l'esercizio in sé della prostituzione, bensì lo sono attività come lo sfruttamento, l'istigazione ed il favoreggiamento della stessa. Secondo alcune recenti stime la prostituzione in Italia muove un giro d'affari di circa 4 miliardi di euro all'anno, pari per fare un parallelo a circa un terzo del mercato delle sostanze stupefacenti illegali.

Cosa ne pensano gli italiani

Secondo recenti sondaggi, più della metà degli italiani sarebbe favorevole all'ipotesi di legalizzare e regolamentare questo mercato, sia per fare pagare le tasse sui propri guadagni a chi esercita questo mestiere, che per le maggiori garanzie dal punto di vista sanitario che offrirebbe la regolamentazione, che generalmente prevede controlli sanitari periodici per coloro che esercitano la prostituzione, mentre ad oggi non esiste nessun tipo di monitoraggio sanitario, ed eventuali prostitute malate possono continuare a lavorare e ipoteticamente contagiare i clienti.

Come funziona in Europa

Ad eccezione della Russia, dove la prostituzione è un reato, nessuno dei principali paesi europei ha un approccio proibizionista, e anzi in diverse realtà esistono leggi che cercano di gestire il fenomeno. In Spagna ed in Austria è in vigore una legge a metà strada tra il proibizionismo e la regolamentazione, in quanto sostanzialmente sono permesse le "case chiuse" ma il favoreggiamento rappresenta un reato. Un approccio più liberale è invece in vigore in paesi come Olanda, Germania e Grecia, dove la prostituzione è legale, a patto che ovviamente sia esercitata da persone maggiorenni e consenzienti.