Il video sui pulcini tritati ancora vivi è stato realizzato da una volontaria dell’associazione 'Essere Animali' ed è stato ufficialmente diffuso ultimamente in Italia. Si tratterebbe di immagini estremamente spietate di quello che avviene nell’iter della produzione di polli in una grande azienda italiana. Si tratta di immagini estremamente angoscianti, che sono state diffuse dall’associazione con l’intento di cercare di sensibilizzare, il più possibile, gli animi dei consumatori e le loro future scelte alimentari.

Le condizioni estreme filmate nell’industria del polli italiani

La triste sorte dei pulcini sarebbe stata documentata da un filmato effettuato da un'attivista dell’associazione animalista 'Essere Animali' che sarebbe riuscita a filmare i processi produttivi di una grande azienda produttrice di polli. Secondo il racconto dell’infiltrata i piccoli appena nati non si troverebbero mai a contatto della loro mamma ma automaticamente catapultati sopra dei rulli, di tipo industriale, nei quali sistematicamente si incastrerebbero con le loro piccole zampette riportando spesso dolorose ferite. La loro sofferenze è praticamente irrilevante, la loro unica importanza è data solo dal valore monetario della loro futura carne.

Il personale dell’azienda sarebbe, inoltre, costretto a lavorare con i piccoli pulcini trattandoli come oggetti, selezionando sistematicamente quelli non idonei all’iter della produzione, perché feriti o malati, destinandoli ad una morte spietata come quella di essere tritati ancora vivi da un macchinario maceratore. Sembrerebbe la scena di un film dell’orrore o di un brutto incubo ma invece sarebbe la triste realtà alla quale sarebbero destinarti statisticamente ogni anno più di cinquecento milioni di pulcini.

Possibile petizione come invito a riflettere

Secondo le associazioni a difesa degli animali questi sistemi sarebbero adottati dalle aziende italiane per poter imporsi sul mercato e riuscire a sostenere le richieste dei consumatori, che negli anni sarebbero sempre più condizionate dalle politiche istituzionali volte a incentivare produzioni sempre meno care.

Ma le strazianti e crude immagini del filmato dovrebbero, quanto meno, far riflettere sulle scelte alimentari e cercare di mettere fine a queste insensibili e spietate torture messe in pratica nelle industrie alimentari. Per le associazioni animaliste bisognerebbe urgentemente passare ai fatti attraverso una possibile petizione, che chieda espressamente al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che i finanziamenti statali non siano destinati per sostenere l’industria della carne. Secondo le campagne di sensibilizzazione delle tante associazioni, l’alternativa a questo brutale sistema c’è e si baserebbe su un’alimentazione che non coinvolga, in nessun modo, la sofferenza degli animali.