Nel 2016 ha scritto una pagina della storia della ginnastica. Il volto sorridente di Simone Biles, 20 anni e 5 medaglie ai giochi olimpici di Rio, di cui quattro sul gradino più alto del podio, torna a spiccare sulle prime pagine ma stavolta, purtroppo, in circostanze tutt’altro che piacevoli. La pluricampionessa olimpica ha infatti condiviso la sua storia con un post nel quale si è unita alla tragicamente lunga lista di coloro che hanno subito abusi contro la propria volontà, denunciando le molestie ricevute da parte dell’ex medico della nazionale statunitense, Larry Nassar, licenziato nel 2015 a seguito di una prima denuncia.

Il terrore dietro il sorriso

Simone, sebbene sempre sorridente e piena di vita, si è detta ‘spezzata’ dalla terribile esperienza che si è ritrovata a vivere e che per troppo tempo ha tentato di celare nel più assoluto silenzio, sopraffatta dalla paura e dall’ingiustificato senso di colpa che la opprimeva. Il tutto fino a quando ha realizzato di non essere colpevole e di non aver peccato di ingenuità, ma di essersi trovata in balia di un uomo di fiducia che ha vilmente approfittato della sua posizione, situazione aggravata della mancata tutela da parte della Federazione che aveva atteso ben 5 settimane prima di allertare l’FBI a seguito della prima accusa mossa all’ex medico.

Unita al movimento #MeToo

Una terribile vicenda che, come lei stessa ha affermato, graverà anche sul suo sogno di competere alle Olimpiadi di Tokyo 2020, poiché inevitabilmente dovrà condurre la sua preparazione all’interno del centro nel quale si è ritrovata ad essere vittima di violenze.

La ventenne originaria dell’Ohio ha trovato ora la forza per riconoscere il suo status di ‘vittima’, e di unirsi al movimento #MeToo che affonda le radici nel caso Weinstein, a seguito del quale è stata progressivamente spazzata via la cortina di fumo che per anni ha occultato i continui abusi nel panorama dello Star System.

I capi che pendono su Nassar

Prima di lei le olimpioniche Gabby Douglas, McKayla Maroney e Aly Raisman avevano puntato il dito contro Nassar. Le accuse di violenze nei confronti del cinquantaquattrenne da parte di ex pazienti negli ultimi mesi sono salite ad oltre 140, e lui stesso si è detto colpevole di aver abusato di 7 giovanissime, una delle quali di soli 13 anni; inoltre, risale allo scorso dicembre la condanna a ben 60 anni di carcere per possesso di materiale pedopornografico.

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