Per gli studenti della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, a circa 72 km. a nord di Miami, la giornata di mercoledì 14 febbraio ha rappresentato un incubo terribile. Per alcuni di essi non c'è stato scampo agli spari di un ex studente, il diciottenne Nikolas Cruz, a cui, secondo un suo insegnante di matematica del Miami Herald, per colpa di precedenti minacce agli studenti, dall'anno scorso era stata preclusa la frequentazione al campus.
L'allarme anti-incendio per far uscire i ragazzi
L'attacco di Nikolas Cruz ha avuto inizio poco prima del termine delle lezioni, poco dopo le 14,00.
Per fare in modo che i ragazzi uscissero prima dalle loro aule e si portassero all'aperto, l'attentatore ha fatto scattare l'allarme anti-incendio. Alcuni di loro sono usciti con calma dalla loro classe, come avevano già fatto durante le esercitazioni. Poi, improvvisamente, gli spari! Infatti, nel momento in cui si sono trovati a portata del suo fucile d'assalto AR15, il ragazzo ha cominciato a fare fuoco. Si parla di quattordici feriti e di diciassette morti. È un patito di armi e di bombe, e mantiene sui social contatti con gruppi che trattano armi. Su Youtube si informava sui metodi che permettono la realizzazione di bombe artigianali.
Altri si sono nascosti sotto le scrivanie
Altri studenti invece sono rimasti all'interno delle aule, paralizzati dalla paura, nascondendosi sotto i banchi, mentre si udivano spari all'interno e all'esterno dell'edificio.
A quel punto sono intervenuti polizia, ambulanze, pompieri, e nell'aria echeggiavano spari e urla di sirene. La televisione ha mostrato in diretta, all'esterno, l'intreccio di poliziotti e studenti. Questi ultimi correvano atterriti, alla ricerca della salvezza, mentre gli altri, a decine, circondavano la zona per neutralizzare l'attentatore. I ragazzi che sono stati in grado di farlo, si sono messi telefonicamente in contatto con i genitori, che hanno preso la via del campus, trattenuti però dalle forze dell'ordine, allo scopo di preservarne l'incolumità. Alla fine i poliziotti sono entrati nelle aule e hanno salvato gli studenti. Purtroppo per alcuni di loro non c'è stato più nulla da fare, e alcuni sono feriti e ricoverati all'ospedale.
Al termine della sua mattanza Nikolas Cruz si è arreso senza opporre resistenza
Una lunga serie di attentati nelle scuole statunitensi
Questo è già il secondo attacco verificatosi in una scuola statunitense nel 2018. A gennaio un ragazzo di 15 anni a Benton, nel Kentucky, ha ucciso due studenti suoi coetanei. Anche il Presidente Donald Trump ha fatto le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, twittando "Nessun ragazzo, insegnante, e nessun'altro, dovrebbe mai sentirsi insicuro in una scuola americana".