Oseghale potrebbe essere scarcerato molto presto. A dirlo è Michele Andreano, penalista anconetano che, interpellato dal "Tgcom24", ha fatto il punto su cosa potrebbe accadere all'indagato applicando la legge. Da ieri infatti il quadro accusatorio nei confronti del 29enne pusher nigeriano fermato dopo il ritrovamento dei poveri resti della 18enne Pamela Mastropietro, è drasticamente cambiato. L'accusa di omicidio è caduta in mancanza di prove. Il gip Giovanni Maria Manzoni, ha convalidato il fermo dell'extracomunitario che si trova nel carcere anconetano di Montacauto in attesa di processo, per occultamento e vilipendio di cadavere.

Cosa potrebbe accadere a norma di legge

Le contestazioni della Procura sono state accolte dal gip con riserva, essendo stata scartata per il momento l'ipotesi di omicidio. Questo perché finora non è stato possibile stabilire come sia morta Pamela, se per una overdose come sostiene Oseghale, o perché colpita e uccisa. Non ci sono elementi per accusarlo di omicidio. "Il gip ci ha obiettato di non essere ancora stati in grado di appurare le cause del decesso della ragazza, ma è da dire che questo sarà possibile solo una volta che saremo in possesso dei risultati tossicologici", ha chiarito il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio. Stando così le cose, in piedi resta l'accusa di vilipendio di cadavere, reato punito con la reclusione da tre a sei anni.

E l'altra di occultamento di cadavere per cui la pena prevista è fino a tre anni. L'avvocato Andreano ipotizza che se il nigeriano scegliesse il rito abbreviato, potrebbe cavarsela con meno di tre anni potendo beneficiare di uno sconto di un terzo della pena. Ma a parte questo, secondo il tecnico del diritto l'elemento più stridente dell'ordinanza del gip è che "l'indagato non è stato messo in libertà in quanto non aveva un domicilio idoneo. Se lo dovesse trovare, anche nel giro di una settimana il legale potrebbe fare istanza". E così il pusher potrebbe essere mandato ai domiciliari. E se dovessero rimanere come capi d'imputazione solo l'occultamento e il vilipendio di cadavere, Andreano ipotizza che il difensore del nigeriano potrebbe chiederne la scarcerazione "perché anche cumulando la pena in continuazione, si va sempre sotto i famosi quattro anni", per effetto del cosiddetto "decreto svuota carceri" del ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Si attendono i risultati di una nuova autopsia e degli esami tossicologici

Ora tutti attendono gli esiti di una nuova autopsia e degli esami tossicologici sui poveri resti di Pamela per stabilire la causa della sua morte. La procura ipotizza che sia stata uccisa a colpi di mannaia. Non sarà facile arrivare a una risposta a causa della mutilazione e smembramento del corpo. Come scritto nell'ordinanza del gip, "il cadavere è stato deturpato completamente, smembrato in grossi pezzi con diversi strumenti da taglio". Chi ha agito come un chirurgo dell'orrore con macabra precisione, ha sezionato il corpo tagliando testa, torace, mammelle, bacino, mani. Pezzi di corpo poi lavati "con sostanze a base di cloro".

Come anticipato da il quotidiano "Il Tempo", ci sono parti e organi che non si trovano: il collo e il pube, asportato forse a seguito di una violenza carnale. "Quello che hanno fatto a Pamela è disumano", ha detto la mamma Alessandra Verni ieri sera durante una fiaccolata e dopo aver dovuto riconoscere il volto della figlia all'obitorio. Probabilmente Oseghale è stato aiutato dal suo connazionale Lucky Desmond, il pusher che il 30 gennaio ha venduto alla 18enne l'ultima dose di eroina, ora indagato a sua volta. Gli accertamenti dei Ris richiederanno giorni e chissà se se si arriverà alla verità.