Quest'anno l'Italia ha celebrato la XXIII Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Fin dal 1995 l'Associazione Libera, nata dalla volontà di don Luigi Ciotti e altri di combattere ogni forma di potere mafioso nel nostro Paese, ha deciso di dedicare il primo giorno di primavera a tutte le donne e a tutti gli uomini uccisi dalla mafia: donne e uomini senza alcuna colpa, se non quella di essersi opposti al sistema mafioso, la colpa di aver detto "No" ai suoi soprusi, di aver scelto la giustizia e rinnegato la violenza.

Dai più celebri, quali i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ai meno conosciuti: persone coraggiose oggi relegate in un oblio generale, o quasi. Nel 2017, grazie a una legge italiana, il 21 marzo è divenuto Giornata nazionale: un riconoscimento significativo da parte delle Istituzioni dell'importanza di questa ricorrenza.

Il Corteo di Saluzzo

A partire dal 2016 Libera, all'interno di ogni regione italiana, individua una città simbolo in cui celebrare questa giornata attraverso la marcia di un grande Corteo: per il 2018 il Piemonte ha scelto la cittadina di Saluzzo, in provincia di Cuneo.

E così, anche quest'anno, centinaia di cittadini piemontesi, provenienti da tutte le città della Regione, si sono uniti in una grande manifestazione commemorativa e di impegno civile. Come sempre, momento fondamentale è stato quello della lettura dei nomi delle vittime. Ma hanno trovato spazio anche importanti momenti di riflessione e di dibattito su temi di scottante attualità, che inevitabilmente riguardano tutti noi, in un modo o nell'altro.

Problemi sociali di vastissima portata, fenomeni che affliggono il nostro Paese da tempo immemore: la corruzione, l'emarginazione dei più poveri e delle minoranze, la paura del diverso, la negazione di diritti.

Memoria e impegno. Questo è lo spirito, dunque. Questo è lo spirito che ha sempre accompagnato il 21 marzo, i cortei, le parole e i passi di chi vi partecipa. Non basta ricordare, limitarsi alla commemorazione.

Bisogna prendere coscienza non solo di ciò che è accaduto in passato, ma anche e soprattutto di ciò che accade oggi. E questo per capire fino in fondo cosa significa dire "No" alla mafia, capirlo davvero. Dobbiamo costruire giorno per giorno percorsi di responsabilità individuale e collettiva: percorsi di verità e di giustizia.

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