Molte delle studentesse nigeriane rapite lo scorso mese a Dapchi dai jihadisti di Boko Haram, sono tornate a casa dalle loro famiglie. Dai rapitori il messaggio: non mandate più le vostre figlie a scuola.
Il rapimento
Il 19 febbraio 2018 in un villaggio della Nigeria precisamente a Dapchi 110 studentesse sono state rapide da un gruppo di jihadisti appartenenti al movimento di Boko Haram. I terroristi si introdussero nella scuola la Government Girls Science and Technical school, fingendosi militari con il compito di portarle ma in realtà le caricarono su alcuni camion e le sequestrarono.
Il 20 marzo, il gruppo di terroristi si è presentato al villaggio completamente disarmato e, dopo aver parlato con i leader della comunità, hanno consegnato le studentesse che sono state fatte scendere da una decina di camion. Si presume che la liberazione sia avvenuta dopo una trattativa in cui ci sia stato uno scambio di ostaggi o il pagamento di un riscatto. Cinque di loro sarebbero morte, 76 ragazze liberate, incerta la sorte delle altre 34. Solo una settimana fa il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, si era recato presso la scuola del villaggio e aveva incontrato i genitori delle ragazze. Amnesty International dichiara che le autorità erano state avvisate del rapimento, ma che nessuno era intervenuto a difesa delle studentesse.
Caso analogo, nel 2014, lo stesso gruppo di Boko Haram aveva rapito 276 studentesse di una scuola di Chibok, solo 50 di loro sono riuscite a fuggire. Quelle che non hanno avuto la forza di ribellarsi sono tenute come schiave, vendute o sposate a forza, e addirittura usate come kamikaze.
Boko Haram
Si tratta di un'organizzazione terroristica jihadista sunnita diffusa nel nord della Nigeria. Gruppo fondato da Ustaz Mohammed Yusuf nel 2002 a Maiduguri, (ucciso poi dalla polizia nel 2009) e successivamente controllato e comandato da Abubakar Shekau. I suoi seguaci sono prevalentemente giovani disoccupati che parlano solo arabo. Nel 2010, con a capo un nuovo leader, Boko Haram ha liberato 105 suoi membri dalla prigione di Maiduguri, iniziando così a lanciare attacchi nella Nigeria settentrionale.
Nel 2011 vennero effettuati 115 attacchi terroristici, uccidendo 550 persone, il che ha spinto il governo nigeriano a proclamare lo stato di emergenza. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, inviò, attraverso l'account di Twitter dell'organizzazione, un messaggio in cui ha promesso fedeltà allo Stato islamico.