Un uomo di 35 anni, Sergio Papa, è stato fermato dai carabinieri nella notte del 9 marzo a Refrontolo, una località vicina a Cison nel trevigiano, dove si è consumato il brutale duplice omicidio di due anziani coniugi. Papa ha una biografia decennale di furti, rapine e violenze, ed era da almeno 4 anni, che non si avevano notizie del presunto killer, sparito dalla circolazione. La svolta al caso dopo gli accertamenti svolti sul luogo del delitto: il ritrovamento di materiale organico molto interessante, grazie al quale si potrebbe risalire all'autore o agli autori del delitto.

Il DNA e la simulazione con la figlia Katiuscia

Gli uomini del RIS di Parma hanno individuato nei giorni scorsi tracce biologiche importanti, forse DNA e impronte. Gli investigatori avevano già abbandonato la pista della rapina finita male, poche ore dopo la scoperta dell'efferato omicidio. Infatti dalle prime indiscrezioni trapelate dalla procura il movente è di natura economica. Insieme alla figlia dei coniugi Nicolasi, Katiuscia, ancora traumatizzata, i militari hanno ripercorso i movimenti fatti dalla donna lo scorso 2 marzo, quando scoprì i cadaveri dei genitori.

Come anticipato nel nostro precedente articolo, la scena del crimine ha dato adito immediatamente a molteplici dubbi: nessun segno di effrazione, casa a soqquadro ma non mancavano né denaro né oggetti preziosi.

Il vero obiettivo era Loris: i dettagli dei colpi inferti

Il corpo della moglie, Anna Maria Niola, che indossava abiti invernali, è stato ritrovato nel giardino in un punto completamente opposto a quello del marito Loris Nicolasi, vestito invece leggero, probabilmente sorpreso in casa.

Il pensionato potrebbe aver aperto al killer (o ai killer) perché conosciuto. Dopo aver intuito le vere intenzioni dell'omicida è fuggito, inseguito fino al retro della casa o trasportato in quel luogo.

Anche le dinamiche dei colpi inferti ai due anziani coniugi sono differenti: la quantità e la violenza dei fendenti che hanno raggiunto l'uomo, di cui uno mortale al collo, hanno richiesto all'assassino, o agli assassini, un tempo piuttosto lungo; dunque non compatibile con l'ipotesi di una rapina degenerata, quando è necessario allontanarsi velocemente dal luogo del reato, dopo aver messo la vittima nella condizione di non nuocere.

Dopo il colpo mortale al collo, Nicolasi è stato raggiunto da svariati fendenti alla schiena e all'addome, da dove sono fuoriuscite le viscere. Evidenti segni di una rabbia e di un rancore personale, mentre la moglie Anna Maria è stata colpita con meno “accanimento” , questo fa ipotizzare che il vero obiettivo del raid omicida era proprio Loris Nicolasi.

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