Recuperate ben 37 opere d’arte realizzate tra il XVI e XX secolo, tra queste anche cinque pale d’altare rubate da due chiese della provincia de l’Aquila, templi chiusi al culto perché dichiarati inagibili dopo gli sconquassi del sisma del 2009.

Tra le opere appena ritrovate nell'Operazione Artquake, anche un dipinto attribuito al Maestro Guido Reni vissuto dal 4 novembre 1575 al 18 agosto 1642.

Protagonisti del recupero i Carabinieri appartenenti al reparto operativo del Comando TPC, Tutela Patrimonio Culturale, guidato dal generale di brigata Fabrizio Parrulli.

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Il ritrovamento è frutto di perquisizioni e sequestri ordinati dalla Procura della Repubblica di Salerno, coordinato dal procuratore Corrado Lembo, dopo le indagini portate avanti dai militari e che hanno fatto partire l'operazione a settembre 2017.

"Salerno è diventato un crocevia per questo mercato spregiudicato - ha detto Luigi Cannavale, procuratore aggiunto di Salerno - ma con il lavoro di squadra di Procura, Mibact e Carabinieri del comando tutela patrimonio culturale, i risultati sono sempre più importanti e lasciano ben sperare".

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Il noto archivio dei Carabinieri TPC, strumento unico per recuperare opere scomparse da decenni

I Carabinieri TPC sono ben noti a livello internazionale nell'individuare reperti archeologici, opere d'arte rubate o trafugate da siti archeologici, musei, biblioteche o chiese, poi vendute spesso all'estero. Operazioni che hanno consentito di riportare in Italia migliaia e migliaia di beni.

Strumento prezioso dei militari italiani è la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Questa raccolta è tra le più ampie del globo, se non unica al mondo, per la mole di informazioni e foto su beni artistici e archeologici rubati, tanto da essere utilizzata anche da servizi e polizie estere in una sorta di banca dati Interpol.

L'azione di questo Comando speciale dei Carabinieri ha permesso negli anni di sgominare reti di grossi trafficanti d'arte come Giacomo Medici o Gianfranco Becchina, dotati di grandi capanni in porti franchi svizzeri (e non solo lì) dove conservare il maltolto. Personaggi che rappresentavano una filiera criminale, connessi con tombaroli, grandi collezionisti nel mondo oltre che con note strutture museali europee e statunitensi che spesso hanno acquistato "disinvoltamente" nel ricco mercato illecito delle opere d'arte.

Nel solo maggio 2015, al bilancio delle operazioni dei Carabinieri TPC si potevano contare 25 opere riportate in Italia dagli Stati Uniti, valore stimato in circa 30 milioni, inferiore a quello che avrebbero raggiunto in aste occulte: reperti archeologici greci, etruschi, romani, pitture murali e manoscritti.

Nel 2014 furono denunciate circa 1.300 persone recuperati circa 20.000 beni archeologici, rilevati una cinquantina di scavi clandestini.

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Stima economica dei beni culturali recuperati: oltre 80.000.000 di euro. Stima economica dei falsi recuperati, se immessi sul mercato come autentici: circa 400.000.000 di euro.

Dalle tante operazioni svolte negli anni sono nate diverse collaborazioni con organi di polizia e dipartimenti nel mondo, come con l’Homeland Security Investigations (dipartimento della Sicurezza Nazionale Usa) - Immigration and Customs Enforcement (ICE) statunitense.

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Carabinieri TPC, Operazione Artquake: ricostruzione dei furti e delle vendite

Questa volta, grazie all'operazione Artquake, i dipinti sono stati ritrovati in molte ville di lusso della Costiera amalfitana, dimore che venivano affittate e quindi rese allettanti per la clientela, soprattutto straniera, grazie anche alle atmosfere create dalla presenza di queste opere d'arte. Pagate grosse somme a noti ricettatori che smerciavano tutto per conto di chi commise i furti.

Ma le tele e pale d'altare come erano andate a finire nelle residenze di lusso amalfitane?

C'era un gruppo criminale specializzato in furti di opere d'arte e loro ricollocazione. I Carabinieri TPC hanno passato al setaccio il mercato clandestino e della ricettazione rintracciando imprenditori e facoltosi che avevano in loro possesso beni d'antiquariato quasi sicuramente rubati: il legame con ricettatori e gli acquisti effettuati senza cercare la provenienza delle opere, ha permesso ai militari e ai magistrati di comprendere la situazione agendo di conseguenza.

In questo modo la Procura della Repubblica di Salerno e i Carabinieri TPC sono riusciti a dare volti e nomi sia a personaggi protagonisti della ricettazione di opere d’arte antica, sia ai collezionisti spregiudicati pronti a tutto per ampliare la loro collezione di reperti e opere, non importava se di dubbia provenienza.

Si è così passati alle perquisizioni. I militari hanno fatto un raffronto tra le immagini dei beni rinvenuti con quelle dei beni censiti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC.

Il raffronto in questione ha confermato la corrispondenza di 37 opere tra quelle che si sapeva essere state rubate. La scoperta ha permesso di ricollegare tutto a 16 furti perpetrati, negli ultimi 20 anni, in diverse province italiane.

Così 3 persone sono state denunciate a piede libero.

Descrizione di alcune delle opere d'arte recuperate dai Carabinieri TPC

Le opere ritrovate torneranno ai loro proprietari e al bene pubblico per essere ammirate di nuovo dalla gente. Quindi, le cinque pale d’altare risalenti al XVII-XVIII secolo rubate dalle Chiese di San Nicola a Capestrano (Aquila) e San Giacomo Apostolo a Scoppito (Aquila) prima del dicembre 2012.

E ancora, due tavole del XVI secolo, parte del polittico della Chiesa di “San Rocco” di Formia (Latina - Lazio) dell’artista Gerolamo Stabile (databile intorno al 1540).

Infine, il dipinto raffigurante Cristo che prega nell'orto attribuito al pittore bolognese Guido Reni, rubato a una nobile famiglia napoletana nell'agosto del 2012.

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