Viviamo in tempi in cui tante cose si danno per scontate, in cui l’istinto egoistico o il desiderio di potere prevalgono spesso su tutte le altre cose, sui valori che dovrebbero essere alla base di ogni esistenza: amore, speranza, altruismo. Sono tempi in cui si rischia di dimenticare la storia e gli insegnamenti che essa ci ha lasciato.

È giusto vivere di sentimenti negativi?

Giorno dopo giorno si assiste sempre più a rispolveri di fervidi sentimenti razzisti, forse in alcune menti mai del tutto sopiti, ad uccisioni o a atti discriminatori nei confronti di persone che hanno un colore di pelle diverso dal nostro o nei confronti delle donne o dei più deboli.

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Nei giorni commemorativi, come il 27 gennaio, giorno della Shoah, si celebra il ricordo del passato e di quello che è accaduto, eppure non dovrebbero essere proprio tali giorni a far riflettere sul vero significato della storia? A far capire che quello che è accaduto non dovrebbe più ripetersi?

Bisognerebbe prendere esempio dai piccoli gesti

Bisognerebbe tutti i giorni pensare al passato e vivere nel presente con la consapevolezza che siamo tutti uguali, che soffre il ricco come il povero, che si ammala il bianco come il nero, che vivere discriminando l’altro è un pessimo modo di vivere.

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In questi tempi in cui la storia continua sempre più a prendere deviazioni distorte, ecco che all’orecchio giunge una piccola storia che induce a riflettere sul significato dell’amore e sui piccoli gesti eroici.

Chi sono i veri eroi?

Veri eroi sono tre fratelli che hanno lasciato la propria casa, i propri cari e tutto quanto possedevano in cerca di una speranza. Uno di loro, il più piccolo, Allah che ha solo 14 anni, è malato di leucemia. Nel posto in cui vivono, la Libia, sarebbe stato destinato alla morte quasi sicuramente.

Ma qui, in Italia, forse qualcuno potrebbe aiutarlo, forse Allah potrebbe salvarsi. Per tale ragione questi tre fratelli hanno deciso di sfidare il Mar Mediterraneo con un gommone e con solo 200 litri di carburante e partire in cerca di un barlume di speranza per Allah. I tre fratelli sono stati recuperati pochi giorni fa all’alba sul mare del Canale di Sicilia dalla Ong spagnola Proactiva Open Arms. Uno dei soccorritori ha definito su Twitter la notte del recupero come la Notte felice nel Mediterraneo, una storia d’amore e di veri eroi.

E la loro storia, come quella di tanti immigrati che ogni giorno abbandonano tutto in cerca di una vita migliore, ha davvero qualcosa di eroico e di coraggioso, qualcosa che coloro che discriminano dovrebbero senza alcun dubbio ricordare. Non sappiamo ancora se la storia di questi tre piccoli eroi avrà un lieto fine, se Allah riuscirà a salvarsi oppure no, ma quello che è certo è che partire e provare a fare un tentativo per sconfiggere una morte che in Libia era stata data come certa, è senz’altro una lezione di vita e di forza morale che i tre fratelli ci hanno donato.

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