Nessun nome sul registro degli indagati ed un mistero che si infittisce: è il caso di Alessandro Neri, il giovane 29enne scomparso dalla sua casa di Spoltore ,in provincia di Pescara, lo scorso 6 marzo e ritrovato ucciso con due colpi di pistola, uno al torace ed uno alla testa, vicino ad un cimitero del capoluogo abruzzese. Alessandro apparentemente aveva una vita serena e priva di grossi problemi, non coincidenti con la dinamica del crimine: una vera e propria esecuzione. Gli investigatori si stanno districando tra screzi famigliari, personaggi poco raccomandabili e voci di paese.

Perchè la mamma di Alessandro fu cacciata ?

La mamma di Alessandro, Laura Lamaletto, racconta di come sia stata estromessa improvvisamente dal “Il Feuduccio”, cantina di vini di qualità ad Orsogna, fondata dal patriarca Gaetano Lamaletto tornato in Italia dal Venezuela. Nel novembre 2014 , la madre ed il fratello Camillo le intimarono di andarsene: “..hai tre ore di tempo per liberare il tuo ufficio” .

Secondo Laura fu cacciata perché la sua onestà era di ostacolo alla famiglia Lamaletto e non voleva piegarsi a presunti compromessi. Ma una ex governante smentisce questa versione. Dice che vi erano stati degli ammanchi di denaro ed il “vecchio” (ndr Gaetano) si era arrabbiato, lasciando la gestione al figlio e al nipote Gaetanino, partito stranamente per gli Usa proprio pochi giorni prima dell'omicidio del cugino.

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Cronaca Nera

I carabinieri sequestrano un’Audi Q5 nella villa di Gaetano Lamaletto e una Mercedes presso "Il Feuduccio". Utilizzate dal nonno e dal cugino che non sono indagati. I militari sono poi entrati anche nella villa, procedendo a delle perquisizioni e portando via oggetti di cui ancora non si conosce la natura. A tutt'oggi sia Camillo che il figlio Gaetano, ufficialmente all'estero, sono irreperibili

Chi seguiva Alessandro e perché ?

Una Meriva grigia, individuata nelle immagini di una telecamera lo scorso 6 marzo nel centro di Pescara, che seguiva la Fiat 500 di Alessandro Neri è andata a fuoco poche ore dopo.

Dai controlli effettuati sulla targa, è risultato un rapporto dei vigili del fuoco che parla di incendio doloso alle 23.56 sempre del 6 marzo. Insieme all'auto è andato a fuoco anche uno scooter e la porta di un'abitazione. Gli investigatori hanno rintracciato l’auto presso uno sfasciacarrozze, già compattata e ridotta in lamiere. Difficilmente potranno fornire elementi biologici utili. Il proprietario dell’auto è già noto alle forze dell’ordine e non è trapelato se avesse rapporti con Alessandro Neri.

Nel frattempo, il “galantuomo” ha minacciato la giornalista Rai , Elena Biggioggero, che aveva raccontato tutta la vicenda.

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