claudio amendola ha avuto un “piccolo” infarto nel settembre scorso. A confessarlo è lo stesso attore romano, ospite della trasmissione di Canale 5, Verissimo, che andrà in onda il prossimo sabato 7 aprile. Intervistato dalla padrona di casa, Silvia Toffanin, Amendola ha raccontato i particolari del malore che lo ha costretto, su sollecitazione della moglie Francesca Neri, a recarsi al Policlinico Umberto I di Roma verso la fine della scorsa estate. Il nome del figlio di Ferruccio Amendola era già da diversi giorni al centro dell’attenzione mediatica, dopo che il protagonista dei Cesaroni aveva definito Matteo Salvini il “miglior politico italiano degli ultimi 30 anni”.
I particolari dell’infarto che ha colpito Claudio Amendola
Giornalisti e noti volti televisivi si stavano cimentando in una guerra mediatica pro o contro l’attore ‘de sinistra’, accusato di voler salire sul carro salviniano, quando è giunta la drammatica notizia dell’infarto di Claudio Amendola, avvenuto lo scorso settembre. Come detto, è stato lui stesso a raccontarlo in tv, specificando di aver parlato con i medici e di non essere più a rischio ora. Amendola afferma di aver smesso di fumare, di aver perso 12 chili e di sentirsi un “trentenne”, ma la paura evidentemente è stata tanta.
La polemica politica su Salvini e la sinistra
La notizia dell’infarto di Claudio Amendola è piombata come un fulmine a ciel sereno sulla tempesta mediatica che lo aveva investito dopo che lui stesso, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira su La7 il 27 marzo, aveva definito Matteo Salvini il “miglior politico italiano degli ultimi 20 anni” (numero poi corretto al rialzo in 30 anni).
Questa dichiarazione, se pur argomentata, ma rilasciata da un personaggio pubblico da sempre schierato a sinistra, ha fatto prendere posizione a diversi commentatori. Da una parte giornalisti come Aldo Grasso, Corrado Augias o Vittorio Zucconi, dall’altra i loro colleghi come Andrea Scanzi e Luca Telese.
Le opinioni su Amendola di Aldo Grasso e Andrea Scanzi
Grasso, famoso critico del Corriere della Sera, dopo aver criticato quello che definisce il “comunista” Amendola a causa dell’endorsement pro Salvini, ha deciso di ‘pungerlo’ per la discutibile scelta di divenire testimonial “di una società che reclamizza il gioco d’azzardo”. Dall’altra parte della barricata si è schierato Andrea Scanzi. Il giornalista del Fatto Quotidiano difende a spada tratta la scelta di Amendola contro quelle che chiama con disprezzo le “anime candide della sinistra presunta”.
Scanzi se la prende con i cosiddetti “intellettuali di sinistra” come Augias o Zucconi che “stanno facendo più danni della grandine, ancora convinti, a torto, che per essere di sinistra si debba essere necessariamente del Pd.