Come riporta il New York Times, Donald Trump stava ponderando se ritirare o meno le proprie truppe dalla Siria, ma dopo il bombardamento avvenuto a Douma, un sobborgo di Damasco, questo non appare più possibile. I rapporti fra la Russia e gli Stati Uniti d'America erano già tesi a seguito della cacciata degli ambasciatori moscoviti dai vari stati membri della NATO, ma adesso la situazione sembra essere peggiorata, poiché Trump in un Tweet ha incolpato l'Iran e la Russia del bombardamento in cui hanno perso la vita numerose persone, fra cui anche bambini. L'opinione pubblica si chiede cosa succederà adesso, andiamo a vedere quali potrebbero essere le possibili evoluzioni della situazione.

Il tweet del presidente Usa

Nelle scorse ore il web è stato invaso da immagini raffiguranti famiglie devastate dall'attacco chimico avvenuto in un sobborgo siriano. Queste hanno spinto il presidente statunitense a ritrattare le proprie dichiarazioni su un eventuale ritiro delle truppe americane dalla Siria. In un tweet postato domenica, Trump asseriva che c'erano state "Troppe morti, in un attacco chimico senza senso. [...] Il presidente Putin, la Russia e l'Iran, sono responsabili per il sostegno dato ad Assad". Il presidente russo, contro cui recentemente parte del popolo è sceso in piazza a manifestare, non ha ancora risposto alle accuse.

Gli Stati Uniti ritireranno le truppe?

Il ritiro delle truppe dalla Siria aveva lasciato perplessa l'opinione pubblica. Da un lato si pensava che molti soldati avrebbero avuto modo di riabbracciare le proprie famiglie, ma dall'altro gli Stati Uniti d'America avrebbero lasciato le porte aperte ai ribelli dell'ISIS, che avrebbero potuto riprendere la capitale per la cui riconquista è già stato versato molto sangue.

Dopo l'attacco di Douma, il presidente statunitense ha esposto le proprie intenzioni di rispondere con un altro attacco, ma Thomas P. Bossert, il consulente per la sicurezza nazionale, ha affermato che sganciare altre bombe in territorio siriano non è una ipotesi da prendere in considerazione. Anche Israele, l'Arabia Saudita e gli altri alleati dell'America hanno esposto i propri timori per il ritiro delle truppe statunitensi.

Esclusione americana e accuse

Ad aggravare i rapporti fra Russia e America, c'è stato anche un summit avvenuto ad Ankara fra Iran, Russia e Turchia, per celebrare i loro recenti successi in territorio siriano.

A questo incontro gli Stati Uniti non sono stati invitati. Inoltre, molti politici americani, fra cui John McCain, sostengono che la diffusione della notizia dell'intenzione degli Usa di ritirare le proprie truppe, possa aver spinto Bashar Al-Assad, insieme alla Russia e all'Iran, ad attaccare la Siria.

Ipotesi

La Russia e l'Iraq, nel corso della guerra, hanno sostenuto Assad.

Gli USA hanno sempre spinto Assad, il presidente siriano, a lasciare il potere e fornì armi ai ribelli per facilitarne la caduta. Secondo il New York Times, l'Iran beneficerebbe di un eventuale ritiro dell'America dal territorio siriano. Hamidreza Taraghi ha affermato che "se le forze americane lasciassero la Siria, lascerebbero il campo libero ad Hezbollah e all'Iran.". Nelle scorse ore la Russia ha anche posizionato la propria flotta a largo della Lettonia, cosa che è stata considerata "un'inutile prova di forza".

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