Il risultato non è del tutto sorprendente, eppure ci sono ancora molti dubbi circa il futuro di una delle nazioni più povere del Sudamerica.

I risultati delle elezioni

Come prevede il sistema elettorale del Venezuela, il presidente Maduro, avendo ottenuto la maggioranza è stato rieletto per altri 6 anni. Un risultato molto prevedibile, dato dal fatto che l’opposizione ha preferito non schierare nessun candidato poiché il sistema elettivo non presenta molta trasparenza. Il maggiore oppositore Henri Falcon ha presentato, assieme ad alcuni media, delle denunce circa l’irregolarità dell’elezione. Inoltre anche il Tavolo dell’Unità democratica, escluso dalle elezioni, ha definito il voto illegale appellandosi al boicottaggio.

La maggior parte degli oppositori chiede dunque la convocazione di nuove elezioni.

Il presidente Maduro risponde alle denunce definendo Falcon un “candidato bugiardo” dicendo che non è in grado di accettare i risultati neppure quando sono posti davanti all’evidenza dei fatti. In Venezuela è la prima volta infatti che un candidato vince con quasi il 68% dei voti, distaccandosi dall’opposizione di ben il 14%. Il dato sconcertante è stato il crollo dell’affluenza alle urne, infatti si è passati dal un 80% delle scorse presidenziali ad un 46% circa. Altre fonti addirittura affermano che le affluenze sono state anche al di sotto del 30%. Un dato che dimostra l’esitazione della popolazione nei confronti del voto. Fatto che rende l’elezione di Maduro ancora più “fragile” e dubbia.

L’operato di Maduro

Negli scorsi anni le politiche economiche di Chavez, portate avanti da Maduro e dal governo boliviano, hanno portato ad una grave crisi economica, accentuata dalla discesa del prezzo del greggio (principale voce dell’economia venezuelana) con una conseguente forte crisi migratoria, infatti almeno un milione di persone ha deciso di abbandonare il paese a causa della povertà (poco più di 1 bambino su 10 soffre di malnutrizione).

Celebre fu, durante quest'anno, la decisione spiazzante del presidente: l'introduzone di una criptovaluta legata al greggio, chiamata Petro.

Un’altra conseguenza di questa crisi è la carenza di energia elettrica, dovuta anche a fattori climatici sfavorevoli (la maggior parte dell’energia proviene da centrali idroelettriche) con la conseguente necessità di razionare l’energia elettrica.

Inoltre nel 2013 denunce di corruzione unite alla difficile situazione economica e alla pessima gestione del governo hanno portato a una serie di proteste popolari che hanno condotto alla morte di alcune centinaia di persone e che proseguono tutt’oggi.

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