Lunedì 21 maggio, Fondo Picone nei pressi di Palermo, ore 21 (circa): un ragazzo di 29 anni è stato trovato morto in strada in seguito ad una sparatoria. Sul posto sono arrivate le volanti della polizia, che hanno trovato i parenti, gli amici e i conoscenti della vittima straziati dal dolore, urlanti e in pianti di disperazione. Situazione molto tesa che ha reso le operazioni della polizia molto difficoltose, che faticava a mantenere l'ordine pubblico.

Con colpi di arma da fuoco sul suo viso, la vittima di 29 anni, Dino Salvato, è stato ucciso brutalmente. Dalle primissime indagini, l'uomo risulta avere a carico piccoli precedenti penali.

La sparatoria

La segnalazione al 113 è arrivata circa alle ore 21 del lunedì 21 maggio. Accorsi sul luogo, Fondo Picone in zona via Oreto nel palermitano, gli agenti hanno appurato l'avvenuta sparatoria ai danni del 29enne Dino Salvato.

Quest'ultimo, residente nella zona del delitto, è stato trovato a terra con visibili colpi di pistola sul viso.

Arrivata sul luogo anche la squadra speciale della scientifica per i primi rilevamenti finalizzati alla ricerca di indizi che portino ad un possibile colpevole dell'assassinio. Le tracce ora sono al vaglio del Pubblico Ministero, che sta coordinando le indagini insieme alla polizia. E' stata ordinata una prima autopsia sul corpo della vittima.

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Cronaca Nera

Omicidio a Palermo: chi era la vittima

29 anni, Dino Salvato era residente in zona. A suo carico precedenti penali non legati alla mafia. Nel dicembre 2016 era stato messo agli arresti domiciliari perchè nella notte del 21 agosto 2016, in un pub nei pressi del mercato storico di Palermo "La Vucciria", un gruppo di ragazzi, tra cui il Salvato, accerchia alcuni studenti e studentesse universitarie, molestando le ragazze; al che gli amici delle ragazze prendono le loro difese, purtroppo scatenando l'aggressione del branco.

Uno degli aggressori raggiunge con un pugno la spalla di una ragazza e le ruba lo zaino. Sfuggiti al pestaggio, i ragazzi vittima dell'atto delittuoso, segnalano il misfatto al 113 e tornano sul luogo con gli agenti, indicando loro uno dei colpevoli: il Dino Salvato. Costui, avvicinato dai poliziotti, reagisce malamente con una gomitata all'agente, divincolandosi e fuggendo. Infine viene raggiunto dagli agenti e messo in manette, ed in seguito agli arresti domiciliari ordinati dal Giudice per le indagini preliminari.

Con lui, ai domiciliari anche il fratello, entrambi con l'accusa di reati di violenza sessuale.

Che il Salvato abbia un passato tumultuoso è indubbio: che la sua uccisione sia collegata al suo passato, rimane per ora un mistero.

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