Mark Zuckerberg ha dichiarato di non aver fatto abbastanza affinché i loro algoritmi non causassero problemi: ”Siamo pentiti per gli errori che abbiamo commesso in passato, servirà parecchio tempo ma farò il possibile per impedire che ciò accada di nuovo“. Inoltre, spiega che nel 2016 i loro sistemi erano troppo lenti per individuare le interferenze russe nelle elezioni Usa, ma che ora stanno facendo un buon lavoro per essere più preparati di fronte ad altri eventuali attacchi. Infatti prima era la comunità che doveva segnalare qualcosa che non andava e successivamente loro adottavano delle misure per tutelarla.

Nel 2018 invece è possibile sviluppare strumenti di intelligenza superiore che permettano di identificare e eliminare ogni forma di bullismo, hate speech e terrorismo [VIDEO]: ”A riprova di ciò, posso dire con sicurezza che i programmi informatici da noi usati sono in grado di rintracciare al 99% ogni post legato a Isis o al-Qaeda, e addirittura prima delle segnalazioni umane".

Il primo vero passo verso una maggiore protezione degli utenti, secondo Zuckerberg, è stato però quello di raddoppiare il numero di persone che lavorano alla sicurezza ma anche di iniziare a rispettare un nuovo regolamento sulla privacy, che entrerà in vigore il 25 Maggio. Un ulteriore miglioramento si dovrà ottenere un miglioramento degli strumenti di AI per scoprire se qualcuno fa riferimenti al suicidio o all'autolesionismo.

Tajani: "Non bastano le scuse, serve impegno"

Nonostante le risposte di Zuckerberg e la positiva proiezione nel futuro che ha fatto del suo social network, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, controbatte: ”La democrazia non dovrebbe mai diventare una operazione di marketing, dove chiunque acquisti i nostri dati possa anche ottenere vantaggio politico".

Con questa risposta il presidente si riferisce allo scandalo Cambridge Analytica [VIDEO], quando questa società rubò, attraverso una app, i dati di circa 270 mila persone da profili Facebook, tra cui anche quelli di 57 italiani.

Lo scopo era quello di sfruttare ciò che si sapeva di loro e puntare sui l demoni interiori delle persone per creare messaggi propagandistici (a favore di Trump) mirati grazie ai dati sensibili. Alla fine dell'incontro Tajani ha sottolineato che le scuse non sono sufficienti. "Credo che il Parlamento abbia raggiunto un traguardo. Il Parlamento è il posto in cui Zuckerberg è venuto a scusarsi con tutti i cittadini europei. Mi sembra ovvio che ciò non basti. Zuckerberg ha offerto sicurezza a parole, vigileremo affinché le sue promesse vengano mantenute".