Sono passati più di tre mesi da quel terribile 4 marzo, giorno della morte del capitano della Fiorentina Davide Astori [VIDEO]. Una notizia shock, che ha sconvolto il calcio italiano e non solo, gettando nello sconforto tutti i suoi tifosi e, più in generale, tutti gli amanti del mondo del pallone. Secondo le prime ricostruzioni, il giocatore sarebbe deceduto nel sonno, a causa di un progressivo rallentamento del battito cardiaco. Nella giornata di ieri, però, la perizia sul ragazzo ha evidenziato una situazione completamente diversa.

La vicenda

Fino a qualche giorno fa, la causa della morte di Astori [VIDEO] sembrava certa.

Si pensava, infatti, che il ragazzo fosse stato colpito da "bradiaritmia", un'anomalia che porta il proprio cuore a rallentare progressivamente fino allo "spegnimento". In sostanza, il calciatore sarebbe morto nel sonno, senza accorgersi minimamente dell'accaduto. L'ultima perizia, effettuata dai dottori Moreschi e Thiene, invece, ha evidenziato una situazione completamente opposta, definita per l'appunto "tachiaritmia". Nella sostanza, il difensore sarebbe stato colto da un vero e proprio infarto, a causa di una rapidissima accelerazione del battito cardiaco. Il procuratore di Udine Antonio De Nicolo, non si è ancora espresso sull'argomento, ma ha affermato con certezza che, nei prossimi giorni, si deciderà se andare avanti con l'indagine o se, viceversa, optare per la strada della definitiva archiviazione del caso.

Astori avrebbe potuto salvarsi?

Di fronte a una simile tragedia, potrebbe risultare troppo facile "parlare a posteriori". Con questo clamoroso ribaltamento della situazione evidenziato dalla perizia, però, in tanti si stanno chiedendo se la triste vicenda potesse avere un epilogo differente. Con l'ipotesi iniziale della bradiaritmia, infatti, non ci si è mai posti una tale domanda poiché anche se Davide astori, quella sera, non fosse rimasto in camera da solo, il rallentamento cardiaco sarebbe comunque stato silente e inevitabile. Diversa, invece, appare la seconda ipotesi della tachiaritmia, che risulta molto più evidente e riconoscibile. Forse, se il calciatore fosse stato in camera con qualche suo compagno, qualcuno avrebbe lanciato l'allarme e i soccorsi sarebbero intervenuti per provare a salvare la vita del capitano viola. La versione definitiva sulla morte del ragazzo la stabiliranno i medici, ma il ricordo di Davide Astori vivrà in eterno.