In un'isola del Mar di Flores, in Indonesia, un pitone ha ucciso una donna per poi ingoiarla interamente, come usuale per questi grandi rettili. La vittima del rettile è una 54enne che stava lavorando nel suo orto quando è stata attaccata: il serpente, lungo sette metri, si è avvicinato probabilmente di soppiatto alla donna e l'ha immobilizzata e divorata. I familiari della sventurata, che la cercavano in giardino, avevano ritrovato solo le sue scarpe e una torcia: allarmati hanno avvisato i vicini e sono partite le ricerche per trovare la parente scomparsa [VIDEO]. Insieme a tutto il villaggio hanno ritrovato a qualche decina di metri il responsabile della scomparsa: il pitone giaceva con il ventre rigonfio ed i soccorritori hanno intuito subito la tragedia.

Ucciso il serpente l'hanno trasportato nel vicino villaggio dove ne hanno aperto l'addome, trovandovi il corpo della vittima ancora intatto e con tutti gli abiti addosso. Pochi mesi fa un'altra persona era stata ingoiata intera da un rettile: si trattava di un uomo che lavorava nelle piantagioni di palma da olio delle Sulawesi occidentali.

Stritolata e poi ingoiata iniziando dalla testa

Il capo del villaggio situato sull'isola di Muna, dall'esotico nome di Persiapan Lawela, ha confermato che la vittima è stata ingoiata iniziando dalla testa. Il luogo della tragedia è un'area ricca di scogliere e rocce, che costituiscono un perfetto habitat per i rettili. In Indonesia sono particolarmente diffusi i pitoni del genere "reticolato" che hanno la peculiarità di cacciare la preda afferrandola e stritolandola tra le spire.

Appena la vittima smette di divincolarsi viene ingoiata intera. Non accade spesso che i pitoni attacchino gli umani, dicono gli etologi, perchè le prede usuali dei serpenti sono suini o scimmie.

I serpenti inghiottono le prede intere

E' una caratteristica propria dei serpenti [VIDEO]quella di inghiottire interamente la loro preda, dal momento che non sono in grado di masticarla. Spesso le prede sono di molto più grandi della bocca del serpente, se non, addirittura, del serpente stesso. La tecnica di attacco prevede che il rettile afferri la preda con i suoi denti aguzzi come uncini, raramente velenosi, e che la stritoli lentamente con le sue possenti spire, che le impediscono di respirare, soffocandola. In un secondo tempo le fauci del rettile si aprono di oltre 180°, un'apertura straordinaria resa possibile dalla presenza di muscoli elastici e della particolare articolazione della mandibola che lascia le ossa "slegate" tra loro per cui riescono a deformare l'apertura orale fino a far entrare masse molto grandi.