Anche se noi mortali non ce ne rendiamo conto, il nostro pianeta è sempre potenzialmente a rischio di essere colpito da qualche oggetto dello spazio. Non dobbiamo pensare necessariamente agli alieni: il cosmo è pieno di oggetti celesti che non sono fissi e immobili, ma si muovono spesso a grande velocità. Il mese di agosto è noto per la "notte di San Lorenzo [VIDEO]", contraddistinta da una pioggia di quelle che chiamiamo stelle cadenti, ovvero meteore. Le stelle cadenti altro non sono che frammenti della coda di una cometa che cadono nell'atmosfera, incendiandosi. E se invece di un frammento nell'atmosfera cadesse qualcosa di più grosso, cosa succederebbe?

L'asteroide 2016 NF23

Gli asteroidi si potrebbero definire dei piccoli pianeti.

La loro composizione infatti è simile a quella di un pianeta, solo che sono molto più piccoli; in genere non superano il diametro di un chilometro. Descrivono orbite contraddistinte di solito da una forte eccentricità: ciò vuol dire che potrebbero passare più o meno vicini ad altri corpi celesti. La Terra viene spesso sfiorata da asteroidi senza che la cosa crei allarme, ma ce ne sono alcuni classificati dalla NASA come "potenzialmente pericolosi". Sono quelli che si avvicinano a noi ad una distanza di meno di 7,5 milioni di chilometri, ovvero a meno di 0,05 Unità Astronomiche (UA). Oggi, 29 agosto 2018, giungerà al punto più vicino a noi l'asteroide chiamato 2016 NF23, che è tenuto in osservazione già da un po'.

L'asteroide grande come la piramide di Cheope

L'asteroide 2016 NF23 [VIDEO] ha un diametro che, secondo gli scienziati, varia da 70 a 160 metri: ciò lo rende grande come la piramide di Cheope o il London Eye, la grande ruota panoramica della capitale britannica.

Vola ad una velocità di più di 9 chilometri al secondo e passerà ad "appena" 5 milioni di chilometri da noi, distanza che è 13 volte quella che ci separa dalla Luna. Non c'è bisogno di temere impatti catastrofici perché non accadrà niente di simile: NF23 sarà solo uno spettacolo da ammirare con il telescopio per tutti gli appassionati di astronomia. Innegabilmente, però, ci ricorda che non siamo che un piccolo punto dell'Universo, e che dovremmo trattare un po' meglio la nostra cara, vecchia Terra, che da milioni di anni ci protegge dai pericoli dello spazio profondo.

Se un giorno, infatti, un asteroide dovesse davvero riuscire ad arrivare fino al suolo, causerebbe un'onda d'urto tale da uccidere milioni di persone, e se cadesse in mare potrebbe provocare uno tsunami spaventoso. Per oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo: NF23 ci sfiorerà e poi proseguirà la sua corsa nell'Universo, tornando da queste parti solo nel 2039.