I Carabinieri della stazione di Somma Vesuviana, piccolo centro abitato della provincia di Napoli, hanno denunciato per tentate lesioni a pubblico ufficiale un ragazzo 38enne del posto, già noto alle forze dell'ordine.
I militari dell'Arma erano intervenuti presso l'abitazione del giovane, in via San Filippo, per sedare una lite tra il 38enne e la moglie 32enne, scoppiata per futili motivi, ma ben presto sono stati violentemente aggrediti sia verbalmente che fisicamente dall'uomo. Il ragazzo ha tentato di colpire le forze dell'ordine con una pesante mazza da baseball.
Fortunatamente, però, i carabinieri lo hanno immediatamente bloccato e immobilizzato, sebbene il giovane continuasse ad aggredirli con pugni e calci, prima di essere ammanettato. La mazza da baseball utilizzata per l'aggressione ai militari è stata posta sotto sequestro.
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I militari hanno riportato lievi ferite e contusioni, risultate guaribili in pochi giorni. L'uomo è stato arrestato e attualmente si trova in stato di fermo presso la casa circondariale penitenziaria di Napoli - Poggioreale in attesa del processo che avverrà con rito con formula per direttissima. Dovrà rispondere dei reati di lesioni, resistenza e di oltraggio a pubblico ufficiale in servizio.
Non è la prima volta che, nell'ultimo periodo, i militari dell'Arma subiscono episodi di violenza ai danni della loro persona.
Risale proprio a ieri la notizia di un cittadino romano che, per sottrarsi all'identificazione da parte delle forze dell'ordine, ha aggredito brutalmente dei carabinieri. I fatti sono avvenuti nella centralissima piazza Venezia, a Roma.
I reati previsti
Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale è disciplinato dall'articolo 341 bis del codice penale italiano. L'ordinamento giuridico nazionale prevede, infatti, che chiunque, in un luogo aperto al pubblico e/o alla presenza di duo o più persone, offenda il prestigio, la rispettabilità e l’onore di un pubblico ufficiale, nell'espletamento delle sue funzioni e doveri di ufficio, sia punito con la reclusione in carcere sino ad un massimo di anni tre.
La resistenza ad un pubblico ufficiale è un reato punito dall'articolo 337 del codice penale italiano. La legge sancisce, infatti, che chiunque usi violenza fisica o minacce per opporsi ad un ufficiale pubblico oppure ad un soggetto incaricato - seppur momentaneamente - di pubbliche funzioni, venga punito con la reclusione in carcere per un periodo che può variare da 6 mesi fino a 5 anni.