"Abbiamo chiamato il 112, ma nessuno è intervenuto". E' questa, in sintesi la denuncia presentata ai carabinieri [VIDEO] da una donna quarantenne che - con un'amica - ha rischiato di essere violentata in pieno centro a Torino. L'episodio, secondo quanto riportato dalla stampa locale, è accaduto intorno alle 2 di sabato notte in via Calandra (all’angolo con via San Massimo). Non è la prima volta che il numero unico d'emergenza introdotto più di un anno fa dalla Regione Piemonte mostra problemi di funzionamento.

Il tentativo di aggressione

Le due amiche, una 44enne di Cuneo e una 43enne di origine barese da tempo residente nel capoluogo piemontese, nella notte tra sabato e domenica stavano rincasando, a piedi.

Mentre attraversavano il centro - cuore della movida di Torino - un uomo di colore si è avvicinato loro e, dopo essersi spogliato, ha iniziato a compiere degli atti di auto-erotismo e ha provato a toccarle.

Le donne, inorridite e spaventate, hanno provato ad allontanarsi e, intanto, hanno composto il numero unico delle emergenze, il 112. Scosse e confuse, hanno urlato all'operatore di essere state aggredite [VIDEO] e hanno chiesto l'intervento tempestivo di una volante. L'operatore, però, che voleva conoscere i dettagli della vicenda, ha posto loro diverse domande e le ha trattenute per un minuto al telefono. A questo punto, le due amiche hanno interrotto la chiamata e si sono messe a correre. L'uomo, fortunatamente, non le ha inseguite, ma come ha precisato una delle due quarantenni: "Siamo state fortunate: avrebbe potuto violentarci".

Le forze dell'ordine non sono intervenute

La storia, come ci raccontano tutti i giorni i telegiornali e stampa, sarebbe potuta finire veramente male. E quello che lascia perplessi in questa vicenda è il fatto che le forze dell'ordine non siano intervenute. Non perché erano in qualche modo impossibilitate, ma perché - semplicemente - nessuno ha segnalato loro il tentativo di aggressione.

Il vicedirettore della Sanità piemontese, nonché creatore del 112 regionale, Danilo Bono, si è giustificato spiegando: "Abbiamo riascoltato la telefonata giunta sabato notte e abbiamo trovato la richiesta d'aiuto troppo lacunosa; la nostra operatrice ha posto domande appropriate, ma l'utente non è stata collaborativa". Poi, ha ricordato: "Ogni anno, riceviamo 2 milioni di telefonate e quasi la metà sono inappropriate". Gli inquirenti, al momento, hanno aperto un'indagine.

Non è la prima volta che il 112 finisce, a Torino, nell'occhio del ciclone: molti utenti (così come gli uomini delle forze dell'ordine o gli operatori sanitari) più volte hanno lamentato malfunzionamenti e ritardi.