Daniele Logli, 22 anni, parla di sua madre, Roberta Ragusa, scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio del 2012 e per cui è stato accusato, anche in appello, il marito, Antonio Logli. L'uomo che si proclama innocente, attende la sentenza di Cassazione, ma la Corte d'Appello di Firenze l'ha condannato a 20 anni, per aver ucciso, secondo la sentenza emessa, la moglie per motivi economici. Temeva, di fatto, di perdere la casa (di proprietà dei genitori della Ragusa) e la scuola guida che i due gestivano insieme.

Per Logli è allontanamento volontario

Antonio Logli ha sempre parlato di allontanamento volontario e il corpo della Ragusa non è mai stato trovato. I dissapori con la moglie sarebbero cominciati a causa della relazione extra-coniugale che l'uomo aveva iniziato da tempo con Sara Calzolaio, conosciuta anche dalla moglie perché, per un certo periodo, aveva fatto anche da baby sitter ai loro figli.

Ed è proprio il figlio maggiore di Logli e della Ragusa, Daniele, che ieri sera, 19 ottobre, ha parlato della scomparsa di sua madre davanti alle telecamere di Quarto Grado, la nota trasmissione di Rete 4.

Gianluigi Nuzzi, il conduttore, ha intervistato il giovane che all'epoca dei fatti aveva poco meno di 15 anni.

Daniele racconta della mattina in cui è stato svegliato dal padre che gli diceva che la mamma era sparita. Il figlio definisce la madre una donna stupenda, che voleva molto bene sia a lui che alla sorella minore Alessia.

Il figlio Daniele Logli parla a Quarto Grado

Nuzzi ricorda un episodio prima della scomparsa, nel quale la Ragusa era caduta dalle scale.

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Cronaca Nera

Secondo gli inquirenti quello poteva essere un primo tentativo, da parte del Logli, di uccidere la moglie. Daniele racconta di quel giorno e di quando, al suo rientro da scuola, vide suo padre e sua madre sul divano parlare e usare del ghiaccio per lenire il dolore della caduta. Gli raccontarono che dovevano prendere degli addobbi natalizi dalla soffitta e sono accidentalmente caduti. Daniele ricorda che la madre era tranquilla e difende il padre, spiegando che, se si fosse trattato di un tentativo di omicidio, la mamma non avrebbe potuto dissimulare a tal punto la tensione, stando tranquilla sul divano.

Era dolorante, dice il figlio, ma tranquilla. Il 22enne parla della sera della scomparsa e dice di non ricordare nulla di insolito durante la cena. La cosa che lo stupì fu il fatto che la madre andò a dargli la buonanotte, cosa che non accadeva da tempo.

Roberto Cavani, avvocato difensore di Antonio Logli, ipotizza in questo gesto della Ragusa, un saluto al figlio prima di decidere di far perdere le sue tracce.

Il 22enne dichiara, alla fine dell'intervista, di cercare ancora sua mamma e spera che lei torni e che stia bene. Una testimonianza, la sua, a favore delle tesi del padre e delle difesa, ovvero che la donna sia ancora viva.

Gli avvocati difensori di Antonio Logli, Saverio Sergiampietri e Roberto Cavani, hanno depositato il ricorso in Cassazione che stabilirà se per il Logli si apriranno le porte del carcere o meno.

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