Una vera e propria tragedia si è consumata nei giorni scorsi in una caserma di L'Aquila, in Abruzzo, dove un ragazzo di appena ventisei anni, Simone Sivo, originario di Napoli, precisamente del quartiere Bagnoli, è deceduto a causa di un improvviso malore. Secondo quanto riferito dal quotidiano Il Messaggero, l'allievo finanziere ha perso la vita sabato 6 ottobre intorno alle ore 12.00, alla presenza dei suoi compagni di corso, che sono rimasti increduli di quanto accaduto all'interno della Scuola ispettori sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito, nella provincia de L'Aquila.

Perde la vita a soli ventisei anni: giovane di Napoli stroncato da un malore all'interno della caserma

A lanciare l'allarme del drammatico episodio, secondo quanto si apprende dal quotidiano, sono stati gli stessi commilitoni, che hanno visto improvvisamente il ragazzo accasciarsi al suolo. Non si sa se il fatto sia avvenuto all'interno di una delle aule preposte per i corsi o se si sia verificato all'interno di una delle camere della caserma o, ancora, direttamente all'esterno degli edifici. Immediatamente gli allievi finanzieri presenti hanno allertato i medici in servizio all'interno della struttura e il personale del pronto soccorso ma nel momento in cui quest'ultimi sono arrivati sul posto, purtroppo non hanno potuto fare altro che constatarne la morte.

Il giovane proveniente da Napoli pare che non soffrisse di alcuna patologia e, inoltre, aveva raggiunto degli ottimi risultati durante il corso che stava frequentando a L'Aquila.

Disposta l'autopsia sul corpo di Simone Sivo

A seguito del decesso del giovane Simone Sivo, è stato immediatamente disposto l'esame autoptico sul cadavere della vittima che verrà effettuata nella giornata di lunedì 8 ottobre all'interno dell'obitorio dell'ospedale San Salvatore del L'Aquila. Al giovane mancavano oramai pochissimi mesi per riuscire a raggiungere l'obiettivo di diventare maresciallo. A dicembre, infatti, il suo sogno si sarebbe avverato dopo aver fatto il giuramento assieme ad altri seicento ragazzi provenienti da tutta Italia nel mese di maggio del 2017.

Pare che il giovane Simone stesse preparando la sua valigia per fare rientro a Napoli per godere di alcuni giorni di permesso che avrebbe passato assieme alla sua famiglia, che invece è stata costretta ad apprendere la terribile notizia. Nei prossimi giorni saranno celebrati i funerali del giovane.