È stata lanciata dal cosmodromo europeo di Kourou nella Guyana francese la sonda 'Bepi Colombo' grazie ad un vettore Ariane 5 con destinazione il pianeta Mercurio. Si tratta della prima missione tutta europea diretta al pianeta più interno del nostro sistema solare dove vi si trovano temperature altissime, data l'estrema vicinanza al nostro astro.
Una sonda 'a moduli'
La sonda è finalmente in orbita, ed i suoi diversi moduli stanno per prendere la direzione per il rendez-vous con Mercurio. È una sonda grande pochi metri ma contiene tantissima tecnologia ed il suo nome tecnico è MCS (Mercury Composite Spacecraft); essa attraverserà lo spazio fino alla sua destinazione quando, giunta al traguardo, inizierà a 'smontarsi' ed ognuno dei suoi moduli, studiato appunto per un compito specifico, inizierà a svolgere il lavoro di ricerca e rilevamento dati per cui è stato progettato e costruito; tutto questo avverrà circa nel 2025.
Progetto e sonda sono nati da una partnership fra le agenzie spaziali europea, giapponese con in prima fila l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) con una notevole partecipazione, dell'azienda italiana Thales Alenia Space (Thales-Leonardo).
Grazie poi alle tecnologie fornite dall'ADS tedesca, la sonda Bepi Colombo potrà sopportare temperature come nessun'altra mai ha potuto fare, dai 430 gradi nel lato verso il Sole ai meno 180 sul lato in ombra.
Una sfida 'europea'
Una sfida per l'Unione Europea costata due miliardi di euro, ha dichiarato il direttore generale dell'ESA definendo questa missione una prima volta per l'Europa, per un progetto che dura da un ventennio.
Le novità che differenziano questa sonda da altre che sono state lanciate in passato verso il primo astro del Sistema Solare, sono molteplici e notevoli: le più importanti sono la resistenza alle temperature e poi la propulsione solare, mai adoperata per un viaggio della lunghezza come questo.
Da non dimenticare che Bepi Colombo è una missione che precederà il Solar Orbiter, missione spaziale che la stessa agenzia invierà a partire dal 2020 verso la nostra stella; i dati raccolti da questo computer volante, serviranno appunto per il suo successore. 'Mercurio è un pianeta dal fascino indiscusso e sul quale si sa veramente poco - ha affermato il Direttore Generale dell'ESA - esplorarlo e studiarlo maggiormente, ci consentirà di comprendere se ed in che maniera, in queste condizioni ambientali si è verificata la 'vita'.