Il crollo del ponte Morandi avvenuto il 14 agosto scorso è stata una delle più grandi tragedie mai capitate nel nostro Paese. Dal giorno stesso dell'incidente sono state avanzate moltissime ipotesi, ma nessun dato concreto che riportasse effettivamente alle cause del cedimento. Ora, a distanza di tre mesi dal crollo, gli inquirenti hanno trovato un reperto tra le macerie che costituirebbe la prova che il viadotto è crollato a causa di un cedimento strutturale.

Ponte Morandi, svolta nelle indagini

Il reperto è stato catalogato con il numero 132, un oggetto ora sotto sequestro in un hangar ed è in partenza per Zurigo, dove verrà sottoposto a una perizia molto accurata. Questo detrito, secondo gli investigatori, costituirebbe la prova determinante sul crollo del Morandi. Gli investigatori riferiscono che il cedimento è avvenuto a causa della rottura degli stralli, ovvero i tiranti, e che lo strappo è stato dovuto a una grave corrosione degli stessi collegata a delle carenti manutenzioni.

La svolta nelle indagini è arrivata durante l'incidente probatorio che è stato ordinato dal Pm e, secondo la prima ricostruzione, lo strallo si è letteralmente strappato dalla cima del sostegno provocando così il cedimento dell'intera struttura. Il detrito in questione, che all'interno riporta "un avanzato stato di corrosione" dei cavi d'acciaio, è stato analizzato e relazionato per i Pm Massimo Terrile e Walter Cotugno, incaricati dell'inchiesta sulla tragedia.

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Cronaca Nera

Alla luce di questa nuova scoperta i magistrati potrebbero far partire nuove accuse, i militari della Guardia di Finanza, diretti dai colonnelli Giampaolo Lo Turco e Bixio, stileranno una lista con altri nomi di dirigenti e tecnici di Autostrade che avrebbero dovuto occuparsi del buon stato di salute del ponte, assicurando la manutenzione dei tiranti.

Dalla privatizzazione sempre meno soldi spesi per il ponte

A seguito degli ultimi rilievi fatti sul luogo dell'incidente si è palesato il tema dei risparmi nelle manutenzioni.

Gli ispettori hanno accertato che tra il 1980 e il 1999 sono stati spesi 1,3 milioni l'anno per il Morandi. Ma, da quando la società Autostrade è stata privatizzata, i soldi spesi per la struttura sono stati appena 23mila euro l'anno: ammontare definito "trascurabile" dagli investigatori. Anche lo stesso Procuratore capo Cozzi, intervistato a Porta a Porta, descrisse che le spese di manutenzione apportate negli ultimi 18 anni erano uno degli elementi più importanti dell'indagine.

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