Morire a soli nove anni per un capriccio. È davvero incredibile quanto è avvenuto lo scorso 17 settembre a Mulhouse, città francese al confine con Svizzera e Germania. Un bimbo, di cui non sono state fornite le generalità, è spirato dopo essere stato brutalmente percosso dal fratello 19enne, che era con lui in casa insieme alla sua fidanzata ed alla sorella di 20 anni. A quanto pare, i tre avrebbero aggredito il piccolo perché in quel momento si rifiutava di fare i compiti e lo avrebbero picchiato selvaggiamente, usando anche oggetti contundenti, in particolare il manico di una scopa.

In quel momento la madre del bambino, non si trovava in casa, perchè impegnata in un viaggio di lavoro a Parigi: dopo due mesi di indagini la polizia ha arrestato i quattro, accusandoli dell’omicidio.

Inizialmente i parenti del bimbo avevano nascosto di averlo picchiato

Infatti inizialmente, di comune accordo, i quattro avevano taciuto sulle cause della morte del bimbo, inscenando un suo malore improvviso. Dopo averlo picchiato, essendosi resi conto di aver esagerato, avevano chiamato i soccorritori, che però non avevano potuto far altro che constatare il decesso per arresto cardiaco. Ma alcune incongruenze nelle versioni dei giovani presenti in casa avevano insospettito gli investigatori.

Così, mentre una folla silenziosa si radunava sotto casa del bambino per supportare la famiglia in quella che pensavano fosse un’orrenda tragedia, l’autopsia rivelava la verità.

Infatti durante l'esame erano stati rinvenuti alcuni strani segni sugli arti della vittima: queste lesioni erano dovute alle percosse, effettuate, come si è scoperto successivamente, con un manico di scopa.

A quanto pare anche la madre del bimbo era al corrente della punizione inflitta al piccolo che non voleva studiare ed anzi, informata al telefono, l’avrebbe sollecitata, salvo poi coprire i figli, nascondendo la verità che ben conosceva.

L’arresto dei familiari, responsabili della morte del piccolo

Martedì 20 novembre, dopo più di due mesi di indagini, la polizia francese ha arrestato il 19enne, come esecutore materiale dell’infanticidio, insieme a sua sorella ed alla sua ragazza, presenti in quel momento. Anche la madre del piccolo è stata fermata per essere interrogata e poter così chiarire la propria posizione.

Questo incredibile caso di cronaca si è verificato proprio mentre in Francia è in corso un acceso dibattito sui crimini contro i minori in famiglia, con due proposte di legge a riguardo, attualmente al vaglio dell'assemblea nazionale. In entrambe si prevede che i bambini abbiano diritto a un'educazione priva di violenza e che venga vietato ai genitori l'uso di certi strumenti di umiliazione, fisica o verbale, come le punizioni corporali e gli abusi morali.