In Francia è in atto un durissimo scontro tra la casa americana Ford Motor Co. e il governo francese rappresentato dal ministro dell'Economia Bruno Le Maire. La ragione risiede nella decisione da parte di Ford, in assenza di un piano di ristrutturazione europeo pienamente concordato, di chiudere lo stabilimento di Blanquefort, alle porte di Bordeaux. La casa dell'ovale in questo polo produce trasmissioni e cambi per le vetture della filiale europea.

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Nell'impianto in questione lavorano ben 850 dipendenti, così un'azione concordata tra ministero, sindacati e altri enti ha presentato un'alternativa a Ford, ovvero tenere aperto lo stabilimento grazie all'impegno del gruppo Punch, che produce componenti per auto. Il piano alternativo presentato a Ford è stato tuttavia rispedito al mittente. Il management della casa ha ribadito di aver già presentato "un piano sociale completo per gli 850 lavoratori". Le successive dichiarazioni del ministro Le Maire sono state molto severe.

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Il governo francese attacca Ford: 'Indifendibile'

Alla notizia del rigetto del piano alternativo, il ministro dell'Economia francese ha parlato di "Ford indifendibile", richiamando all'orgoglio nazionale con un secco "ci batteremo e non li lasceremo fare". Le Maire ha anche aperto un canale di comunicazione con il ministero del Tesoro americano e con i consiglieri economici di Donald Trump, che per la verità ha sempre remato contro l'Europa dell'auto.

La parte europea di Ford non ha vertenze aperte solo in Francia: in Germania si teme per lo stabilimento di Saarlouis, dove la casa americana impiega oltre 6.000 dipendenti per la produzione della C-Max. In generale Ford ha in Europa 24 stabilimenti e 54mila dipendenti. Con le difficoltà dovute al caso Brexit, alle norme sulle emissioni Wltp e ad altri fattori, la casa di Deaborn è in calo del -2,3% nelle vendite 2018 in Europa. Stabilmente dietro a Fca nelle vendite europee, Ford rischia di essere sorpassata anche da Bmw Group e di finire il 2018 da sesto costruttore europeo.

Gli altri piani di ristrutturazione in giro per il mondo

Naturalmente Ford Motor Co. non è l'unico grande costruttore alle prese con la ristrutturazione della sua capacità produttiva. Il grande rivale General Motors ha annunciato da poco la chiusura di diversi stabilimenti in Nord America. Ci sono poi le vicende di Fca, che aveva presentato un piano di investimenti per portare la piena produzione in Italia, ora minacciato dall'introduzione dell'ecotassa.

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Il mondo dell'automotive aspetta poi che si risolva il caso Brexit: in caso di hard Brexit, gruppi automobilistici come Nissan, Toyota e Tata potrebbero chiudere qualche polo produttivo inglese.

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