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Il terrorista Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia, dove è stato fermato dalle forze dell'ordine a seguito di un blitz. Battisti si nascondeva dietro a barba e baffi finti, il pluri omicida Battisti in Italia è stato condannato a due ergastoli per essere stato coinvolto nell'assassinio di quattro persone.

Cesare Battisti: direzione l'Italia, ma senza carcere a vita

Il neo presidente di destra del Brasile Bolsonaro, noto per i suoi rapporti amichevoli con il nostro ministro dell'Interno Matteo Salvini, procederà all'estradizione del killer come confermato anche dai media locali.

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Dopo una lunga operazione di polizia, italiana e internazionale, l'assassino è stato catturato in Bolivia. Sicuramente Battisti finirà in galera una volta rientrato in Italia ma la sua permanenza non sarà a tempo indeterminato, anzi, potrà essere al massimo di 30 anni. L'ex direttore degli Affari di Giustizia, Raffaele Piccirillo, seguì direttamente il caso Battisti quando come ministro c'era Andrea Orlando. "In Brasile non c'è l'ergastolo, è vietato dalla Costituzione" afferma l'ex direttore, facendo sapere che quando fu firmato l'accordo di estradizione con il Brasile l'Italia si era impegnata a non infliggere l'ergastolo all'uomo.

L'accordo tra Italia e Brasile, firmato il 6 ottobre del 2017, prevede dunque che al killer Battisti non verrà inflitta la pena a vita. L'autorità brasiliana che concesse l'estradizione la autorizzò solo perché il governo italiano si prese questo impegno, impegno che ora sicuramente sarà sfruttato dagli avvocati di Battisti per accorciare il periodo di detenzione. Questo fatto è stato possibile perché nel sistema giudiziario Brasiliano la pena del carcere a vita non solo non esiste ma è considerata incostituzionale, mentre in Italia anche se applicato molto raramente è ancora formalmente previsto.

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Possibile sconto della pena per Battisti

Il tetto dei 30 anni, inoltre, potrebbe anche essere rivisto al ribasso. Sul piano tecnico, spiega Piccirillo, Battisti potrebbe usufruire dei benefici penitenziari come la liberazione anticipata prevista dall'articolo 4 bis dell'ordinamento carcerario. Questa norma, però, seppur entrata in vigore successivamente alla condanna del killer comunista Battisti ne potrà beneficiare dopo aver scontato metà della pena. Non ci saranno dunque grandi colpi di scena nell'immediato, conclude Piccirillo, ma se ne riparlerà tra 15 anni.