Caccia in tutto il mondo ai ladri che venerdì scorso si sono impossessati dell’opera dell’artista di strada Bansky realizzata sulla porta di servizio del Bataclan il locale che il 13 novembre 2015 fu al centro di un attentato senza precedenti da parte di terroristi islamici che provocò 90 morti.

Collezionisti senza scrupoli ancora una volta non hanno risparmiato neanche l’omaggio che l’artista ha voluto tributare alle vittime di uno dei più efferati fatti recenti.

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Quella sera il Bataclan vide spari all’impazzata da palco, morti e feriti e terrore. Qualcuno pensò allora che non stessero sparando e molti, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, raccontarono che ci volle anche un minuto prima di capire quello che stesse accadendo in quei momenti. Bansky stesso, o chi per lui, proprio in quei minuti quando ancora il Bataclan, con il tutto esaurito per il concerto dei Eagles of Death Metal, era sotto assedio lanciò un tweet che risulta ora sospeso. L'opera è apparsa sulla porta di servizio a giugno 2018.

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Bansky contestato

Non è la prima volta che l’Arte di Bansky viene rubata. Un “furto” avvenne sotto gli occhi di tutti anche per l’opera realizzata nel 2007 da Bansky nei territori palestinesi che raffigurava un soldato israeliano che chiedeva documenti ad un asino, una vicenda sulla quale il regista Marco Proserpio ha realizzato “L’uomo che rubò Banksy il fantasma dell’arte contemporanea”, film uscito nelle sale italiane il 12 e 13 dicembre scorso e presentato all’ultimo Torino Film Festival.

Bansky beffa Sotheby’s

Ma quello di queste ore a Parigi è un furto che riapre delle ferite. La notizia proprio in queste ore sta facendo il giro del mondo. Del resto lo stesso Bansky si è dimostrato in qualche modo piuttosto indispettito dalla commercializzazione della sua arte che si connota come un raffinato e straordinario strumento di denuncia. Lo dimostra la messa a segno di una delle più clamorose proteste quale quella andata in scena, è il caso di dire, alla casa d’aste Sotheby’s proprio dopo l’aggiudicazione, il 5 ottobre 2018, della sua “Ragazza col palloncino” fatta a strisce da un trita documenti controllato da remoto nascosto nella cornice.

Ma questa volta, molto probabilmente, il furto è avvenuto su commissione e qualche collezionista fanatico ora si starà godendo il suo Bansky seduto in poltrona, sottraendo a tutto il mondo un’opera importante, ma soprattutto la memoria di quanto sta dietro al tratto e al pennello di quella donna in lacrime frutto della creatività di uno degli artisti più inarrivabili di questo XXI secolo.

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