Fernando Aiuti è deceduto ieri 9 gennaio al Policlinico Gemelli di Roma a causa di una caduta nella tromba della scale. Aveva 83 anni ed era ricoverato per una grave cardiopatia ischemica. Laureato in medicina e chirurgia (1961-Università La Sapienza - Roma) è stato immunologo e medico. Inoltre nel 2008 si presentò come capolista del PdL al Campidoglio, dove si ricandidò nel 2013 con Gianni Alemanno.

Chi ha avuto la fortuna di incontrare Fernando Aiuti lo descrive come un uomo geniale, dotato di forte carattere, altruista e generoso, protagonista in prima linea dell'immunologia e della ricerca.

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Famose le sue battaglie contro l'AIDS e a favore di vaccini e profilassi. Aiuti [VIDEO] è noto anche per il celebre bacio in bocca che diede, davanti alle telecamere, a una ragazza sieropositiva, Rosaria Iardino, per dimostrare che il bacio non può essere veicolo di trasmissione dell'Aids. È proprio la Iardino a ricordare quel momento, descrivendolo come la "più efficace campagna di comunicazione sull’Hiv in Italia" e ricordando che, in quegli anni, era molta la disinformazione sull'argomento AIDS e circolavano fake news in grande quantità, come ad esempio quella che diceva che l’Hiv si poteva contrarre con un bacio. Lo scatto fu clamoroso e servì a smentire la notizia. Era il 2 dicembre 1991, alla Fiera Campionaria di Cagliari.

Ipotesi suicidio

Numerosi i pazienti che lo rimpiangono. Sconcerto anche per l'ipotesi del suicidio. Il professore, da tempo malato, è infatti precipitato dalla rampa delle scale dal quarto piano del Policlinico Gemelli a Roma, vicino al reparto di degenza dove era ricoverato per curare la patologia che lo affliggeva da tempo e che in passato lo aveva costretto a numerosi ricoveri e a trattamenti molto invasivi.

Tania Petracca, la segretaria di Aiuti, al suo fianco per 31 anni descrive il Professor Aiuti come un guerriero che mai avrebbe abbandonato il campo di battaglia.

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Un uomo attivo e pieno di vita, che ha lasciato un segno indelebile in tutte le persone che hanno lavorato con lui. Uomo di scienza, amante del nuoto e della vela, una grande voglia di vivere e di sfidare l'AIDS, lo spettro che ha terrorizzato il mondo e che oggi, anche grazie al lavoro di Aiuti, fa meno paura.

Visionario e maestro

Molti i colleghi che hanno appreso da Aiuti la capacità di indagare nelle cause infettive e di essere in prima persona protagonisti della salute dei pazienti. L'umanità di Aiuti, unita alla sua forza d'animo, lo ha sempre caratterizzato per la vicinanza nei confronti dei pazienti in difficoltà e per la passione nei confronti della scienza medica.

La sua scomparsa è un grave lutto, una perdita per la Medicina italiana.