È il terzo caso in pochi giorni: due maestre di Venafro, in provincia di Isernia (Molise), sono state sospese per maltrattamenti su minori. È successo in un asilo statale di Isernia. L’autorità giudiziaria ha disposto per le due donne, di 49 e 58 anni, una misura interdittiva di sospensione dell’attività lavorativa, per i maltrattamenti subiti dai minori.

L’indagine è scattata grazie alla denuncia esposta alla fine del mese di novembre dello scorso anno, da parte di alcuni genitori dei piccoli di 2 e 3 anni, che avevano notato nei loro figli comportamenti anomali e, sempre più spesso, i bambini riportavano episodi di atti di violenza nella scuola. L’indagine, che è stata chiamata “Lasciateli giocare”, è stata coordinata dal procuratore della Repubblica Carlo Fucci, diretta dal sostituto procuratore Maria Carmela Andricciola e condotta dalla squadra mobile della Questura di Isernia.

Dalle telecamere rimaste attive per 20 giorni, per accertare l’effettiva violenza sui bambini, emergono circa 150 episodi di violenza reiterati.

Le immagini delle videoregistrazioni

“Ti faccio nero, nero; ti spezzo tutte le dita delle mani”. Queste le frasi usate dalle maestre per rivolgersi ai piccoli. “Sei morto, sei un animale”. La violenza usata dalle due, però, è stata anche di tipo fisico con strattoni, libri in testa e schiaffi.

In aggiunta ai maltrattamenti di tipo fisico e morale che ogni giorno erano costretti a subire i bambini, le due donne incitavano i piccoli alla “legge del taglione”. Questo alimentava il clima di tensione e paura tra i bambini che erano spinti a usare la violenza tra compagni.

È con l’ennesimo atto di maltrattamenti negli asili, nei confronti di piccoli innocenti e incapaci di difendersi, che si riaccendono i riflettori sull’obbligatorietà delle telecamere nelle scuole, soprattutto in quelle dell’infanzia.

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Cronaca Nera

Gabriella Giammanco, relatrice del provvedimento sulla videosorveglianza e vicepresidente di Forza Italia al Senato, si è espressa sulla questione sostenendo che: “Il copione di orrori che continuamente si ripete dovrebbe far riflettere. La videosorveglianza negli asili e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili dev’essere obbligatoria, non è più possibile rinviare”.

I casi già registrati nel 2019

Il caso è solo l’ennesimo venuto alla luce rispetto ai recenti fatti emersi qualche giorno fa: l’8 gennaio, infatti, sono state sospese tre maestre in una scuola materna dei Castelli Romani a seguito di botte e insulti, e la stessa sorta è capitata ad altre due insegnanti il 10 gennaio a Cassino.

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