Giuseppina Mellino, 44 anni di Siligo, la notte del 30 dicembre si era sentita male e i familiari avevano chiesto l’intervento della guardia medica del paese. Il giorno dopo la donna morì mentre veniva trasportata all’ospedale di Sassari, a bordo di un’ambulanza del 118. Ora le due dottoresse che l’avevano visitata sono state iscritte nel registro degli indagati, dalla Procura della Repubblica di Sassari, con l’ipotesi di reato di “omicidio colposo in seguito alla morte”, si legge nelle carte.

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Enrica Angioni e Paolo Piras, i due pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, vogliono vederci chiaro. E le domande sono scontate: i sintomi che la paziente ha esposto sono stati valutati nel modo giusto? Sarebbe stato più opportuno trasferire immediatamente la paziente al pronto soccorso dell’ospedale di Sassari? E se questo fosse stato fatto, la povera donna si sarebbe potuta salvare? Le risposte potranno arrivare in parte dopo gli esiti dell’autopsia, che è stata effettuata ieri mattina sul corpo della 44enne di Siligo.

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Nel frattempo gli inquirenti vogliono capire se il comportamento dei soccorsi sia stato corretto. Le due dottoresse di turno alla guardia medica del paese andarono infatti a visitare la donna nella sua abitazione e, dopo averle somministrato alcuni farmaci, le suggerirono di non sottovalutare la situazione, consigliandole di rivolgersi al medico di famiglia se nelle ore successive il suo stato non fosse migliorato.

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Cronaca Nera

E così fecero i familiari della vittima che, il 31 dicembre, vedendo che le condizioni della donna si erano aggravate, chiamarono il medico che la seguiva e anche un’ambulanza del 118. Il dottore ordinò l’immediato trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale di Sassari ma, durante il tragitto in ambulanza, il cuore di Giuseppina Mellino si fermò, senza che gli specialisti del 118 potessero intervenire.

Indagate per omicidio colposo

L’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica, che è comunque un atto dovuto, permetterà di verificare come siano andate le cose tra il 30 e il 31 dicembre scorso. In questa maniera le due dottoresse, difese dall’avvocato Mario Pittalis, potranno ricorrere a tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione per difendersi dalla pesante accusa. Nel frattempo infatti le due indagate, tramite il loro legale, hanno nominato un consulente di parte, il medico legale Salvatore Lorenzoni.

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Che proprio ieri mattina ha preso parte all’autopsia sul corpo della povera donna, effettuata nell’istituto di medicina legale di Sassari. L’esame necroscopico è stato effettuato dai medici Gian Franco Rassu e Francesco Lubinu, incaricati dai pubblici ministeri della Repubblica che stanno seguendo il caso. I familiari della vittima invece, seguiti dall’avvocato Sergio Milia, hanno nominato come consulente di parte la dottoressa Elena Mazzeo.

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Fondamentale l’autopsia

Con ogni probabilità saranno proprio i risultati dell’autopsia a stabilire perché Giuseppina Mellino sia morta. Anche perché la donna, molto conosciuta a Siligo, non aveva mai avuto problemi di salute. E almeno ora come ora sembra impossibile capire come sia potuta morire nel giro di nemmeno due giorni.

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