Un insegnante della Scuola primaria Monte Cervino di Foligno, in servizio in qualità di supplente, è stato accusato di aver umiliato un bambino di colore di fronte ai compagni definendolo "troppo brutto" per essere guardato in faccia e costringendolo a voltarsi verso la finestra. Sembra che lo stesso trattamento sia stato riservato anche alla sorella che frequenta lo stesso plesso scolastico ma in un'altra classe.

Le accuse su Facebook

Le accuse nei confronti del maestro sarebbero state fatte da un genitore mediante un post su Facebook, che in seguito è stato cancellato, ma che adesso è stato preso in consegna da alcuni legali.

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Sono stati gli stessi compagni di classe del bambino a raccontare ai loro genitori quanto accaduto. I genitori si sono recati dal dirigente scolastico per informarlo dei fatti e per rispondere di quanto era avvenuto nei confronti della piccola presunta vittima. Il Miur ha così avviato un rapporto agli uffici del territorio e si attendono sviluppi in merito.

La giustificazione del maestro

Il maestro è stato richiamato dal dirigente della scuola per rendere conto del suo operato ma il supplente si è giustificato dichiarando che quel gesto era un esperimento sociale ispirato ad altri uguali che si trovano in rete.

Stando a quanto affermato dall'insegnante sarebbe stato, dunque, un modo per combattere il bullismo e il razzismo e non un atto finalizzato ad offendere e umiliare l'alunno per il colore della sua pelle o la sua etnia .

In corso accertamenti sul caso

La dirigente dell'Ufficio scolastico regionale Antonella Iunti, che è stata informata della vicenda tramite Ansa ed interpellata, ha dichiarato che sono in corso tutti gli accertamenti del caso ma che, insieme alla dirigente della scuola di Foligno, non ritiene necessario entrare nel merito della faccenda, visto che la notizia era stata diffusa tramite un post su Facebook da parte di un genitore [VIDEO] il quale lo ha, in un secondo tempo, rimosso.

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Inoltre, sembra che non siano state interpellate le forze dell'ordine per cui la vicenda potrebbe essere meno grave di quello che si suppone. Anche il sindaco della cittadina, Nando Mismeti, ha dichiarato che sono in corso verifiche su quanto è successo e che le informazioni sono state fornite dai bambini e quindi devono essere verificate. Ha poi continuato affermando che Foligno è un luogo accogliente e che, se l'accaduto dovesse essere, dopo verifiche, accertato, sarebbe di enorme gravità. Anche il ministro dell'Istruzione Bussetti, tramite un post su Twitter, ha annunciato di aver subito attivato l'Ufficio scolastico regionale umbro affinché ci siano le verifiche del caso, dichiarando che, nel caso fosse stato commesso davvero, il gesto è da ritenersi gravissimo e certamente da condannare.