Sfrontato, con parlatina, era un abile attore ma trascurava nella messinscena dettaglie fondamentali. A lanciare l'allarme sono state alcune infermiere impressionate e insospettite dal fatto che il chirurgo plastico che vantava cinque lauree e operava a Budapest, appariva piuttosto impacciato in sala operatoria già nell'infilarsi i guanti in lattice. A seguire, alcuni interventi hanno avuto risultati disastrosi e una paziente è rimasta sfiguarata.

La ragione era che 'doctor Matthew Mode' altri non era che un truffatore: il suo vero nome è Matteo Politi, un italiano di 39 anni, originario di Mestre che non ha mai avuto un titolo di studio oltre la terza media. Nella sua macchinazione è stato aiutato da una complice, una finta avvocatessa. Il falso professionista è stato preso mentre dal confine rumeno tentavano di fuggire in Ungheria.

Finto chirurgo plastico, vero professionista della truffa

Ha operato per oltre un anno in cinque cliniche private della capitale rumena Bucarest vantando anche su un profilo Facebook, fulmineamente cancellato, di essere il miglior chirurgo plastico sulla piazza.

Praticava ritocchi e ritocchini con esiti a dir poco dubbi. Per prime, le infermiere del suo team di lavoro hanno portato all'attenzione il caso sul quotidiano LIberatea evidenziando che il chirurgo non rispettava le procedure standard in sala operatoria, neanche quelle basilari, non disinfettava nulla, non si lavava le mani ed era arrivato addirittura a lavorare senza guanti. A queste testimonianze, sono seguite quelle di altri colleghi.

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Cronaca Nera

Ad esempio, la vera chirurga Adina Alberts, ha riferito che il suo eloquio medico era molto convincente, ma appena maneggiava una siringa faceva cadere su di lui sospetti più che fondati.

L'inchiesta giornalistica ha dato voce anche ai pazienti rovinati dagli interventi del finto chirurgo che sono rimasti miracolosamente illesi. Il caso più grave quello di una donna che è stata sfigurata da un intervento di rinoplastica: si è ritrovata il naso ridotto 'a cotoletta', quasi senza più narici.

Per giustificarsi 'doctor Matthew Mode' le ha detto che era colpa dell'età, trattandosi di una paziente di 60 anni: i tessuti non avevano retto.

Ma intanto è scattata l'indagine: gli inquirenti romeni hanno scoperto che l'uomo si era avvalso anche della collaborazione di una complice, di cui non sono state rese note le generalità, che si era spacciata per avvocato essendo sprovvista a sua volta del titolo, per ottenere documenti e permessi necessari per esercitare la professione medica in Romania, aggirando il sistema sanitario.

Tra i titoli vantati, la laurea in una prestigiosa università degli Stati Uniti e un diploma di specializzazione ottenuto a Pristina, in Kosovo.

Così giovedì notte sono scattate le manette mentre l'uomo stava fuggendo. Il fermo è avvenuto in una stazione di frontiera, mentre lasciava il paese sul treno Bucarest-Budapest. La giustizia romena lo accusa di truffa, frode continuata ed esercizio abusivo della professione, ma potrebbe dover rispondere anche di tentato omicidio.

Per ora è scattato un arresto preventivo: starà in carcere un mese. L'uomo sostiene che a tempo debito con l'aiuto dei suoi legali chiarirà tutto. Per il ministro della Salute romeno, Sorina Pintea, che ha avviato un'indagine interna, uno dei documenti concessi al falso chirurgo potrebbe essere stato facilitato dall'emissione di mazzette.

Matteo Politi si era finto medico anche in Italia

Matteo Politi non era nuovo alle truffe. In passato aveva ingannato anche la sanità italiana, ma era stato scoperto. Si sentiva un medico nato, e pazienza per i titoli mancanti. Nel 2011, da dipendente di un autonoleggio, era diventato improvvisamente dottore. Si era appropriato dell'identità e del tesserino di un omonimo, un cardiologo salentino.

Ma in quel caso aveva fatto solo sostituzioni temporanee in vari ospedali del Nord d'Italia. Scoperto, grazie all'avvocato che gli aveva fatto patteggiare la pena, era stato condannato a un anno e mezzo di carcere senza mai andarci. La lezione pare non essergli bastata e ha replicato la truffa altrove.

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