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Una vicenda che avrebbe potuto avere un esito tragico è stata sventata ieri sera dai Carabinieri della tenenza di Ribera, centro di circa ventimila abitanti della provincia di Agrigento. Due agricoltori, notata la sparizione di alcuni attrezzi da lavoro, si sono recati presso l'abitazione di un cittadino rumeno che sospettavano di essere l'autore del furto.

Entrati nella sua abitazione, prima lo hanno malmenato con calci e pugni poi, sotto la minaccia di un coltello, lo hanno obbligato ad uscire ed a salire a bordo della loro autovettura.

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Volevano che confessasse il furto e riconsegnasse la coppia di forbici elettriche del valore di qualche centinaio di euro ciascuna che erano sparite dalla loro masseria.

I vicini di casa hanno lanciato l'allarme al 112: i Carabinieri li hanno immediatamente bloccati

I movimenti sospetti dei due braccianti, successivamente identificati in F.V. di 34 anni e T.G. di 27, hanno fortunatamente destato l'allarme dei vicini di casa del rumeno che immediatamente hanno allertato i Carabinieri con una chiamata al 112.

Una pattuglia della locale tenenza è intervenuta prontamente e dopo un breve inseguimento protrattosi per le vie cittadine i militari sono riusciti a bloccare l'auto in fuga.

Condotti tutti in caserma, i militari hanno interrogato i tre uomini per poter ricostruire l'intera vicenda. La perquisizione del cittadino di origine rumena ha consentito di ritrovare gli oggetti che gli agricoltori sostenevano fossero stati rubati dalla loro azienda.

Il ladro è stato denunciato, le vittime del furto arrestate per sequestro di persona

Alla fine tutti i protagonisti di questa deprecabile azione volta a farsi giustizia da sè sono stati costretti a nominare un proprio avvocato di fiducia.

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Mentre il ladro è stato denunciato per ricettazione, poiché non vi sono al momento le prove che sia lui l'autore materiale del furto, ad avere la peggio sono stati i due giovani braccianti che hanno provato a fare i "giustizieri della notte".

Per loro, colti in flagranza di reato dalla locale pattuglia dei Carabinieri, sono scattate le manette ai polsi. L'accusa è molto pesante: molto probabilmente dovranno rispondere davanti ad un giudice di sequestro di persona. Adesso dovranno attendere l'autorità giudiziaria per gli interrogatori di rito da casa: sono infatti stati subito concessi loro gli arresti domiciliari dal procuratore di turno.